De Siervo: «Diritti tv? Bando largo perché Sky, TIM e Mediaset hanno ruoli molto defilati»

L’amministratore delegato della Serie A è intervenuto a proposito del bando sui diritti tv, approvato dall’assemblea di Lega negli ultimi giorni.

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Luigi De Siervo (Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)

L’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo ha rilasciato un’intervista al sito di LaPresse, dove ha toccato diversi argomenti. Si va dalle finali raggiunte dai club italiani al bando per i diritti tv del massimo campionato italiano, con tanto di obiettivo a proposito delle cifre da incassare.

«Tre squadre italiane in altrettante finali delle Coppe Europee è davvero un grande risultato che arriva dopo qualche anno di crescita, un periodo che ci sta dando tante soddisfazioni frutto di un campionato vivace, combattuto in ogni fase, non c’è un verdetto definitivo a eccezione del Napoli che è andato fortissimo. Gli stadi sono pieni, gli ascolti in crescita sia in Italia sia all’estero. È in piena azione il percorso di avvicinamento e superamento rispetto della Liga spagnola, nostro obiettivo», ha commentato l’AD della Serie A.

Poi, a proposito dei diritti televisivi del massimo campionato italiano, «l’obiettivo è superare il miliardo, la scorsa volta abbiamo raggiunto 930 milioni quindi il traguardo può essere centrato». Il bando quest’anno offre diverse opzioni, compresa la possibilità di una partita in chiaro: «È vero, sono tanti pacchetti, ma l’abbiamo fatto per togliere gli alibi a tutti. Cerchiamo di far uscire il bando allargando il più possibile il raggio delle possibilità perché i gruppi fondamentali come Sky, TIM e Mediaset hanno dei ruoli molto defilati e quasi inesistenti».

«C’è un protagonista solo: l’OTT (Over-The-Top, ndr), e poi c’è l’ipotesi ormai concreta del canale Lega, con i fondi raccolti che possono convergere lì. Il canale non è più un’utopia, due anni fa non c’era ma oggi sta prendendo corpo e cominciamo a produrre contenuti, la radio a settembre tutti i giorni trasmetterà 18 ore su 24 di contenuti», ha concluso.