Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è intervenuto nell’ambito della “Milano Football Week”, evento organizzato da La Gazzetta dello Sport. Nell’occasione, Rocchi ha toccato diversi temi legati al mondo degli arbitri, soffermandosi anche sugli episodi di razzismo nei confronti dei calciatori Lukaku e Vlahovic e sulla violenza contro i direttori di gara e i tentativi di combatterla.
«Violenza? Io ho ricevuto una mezza aggressione ai miei tempi. Oggi ho un figlio che gioca e vorrebbe fare l’arbitro, tutti gli sport hanno genitori che dovrebbero essere la parte migliore ma spesso vedo scene in tribuna per cui c’è da vergognarsi. C’è da riflettere su questo, anche la categoria dei giornalisti dovrebbe aiutarci: chi usa i social in maniera forte facendo aggressione sugli arbitri di Serie A, si ripercuote sugli arbitri di periferia», ha spiegato.
L’incontro è stato utile da parte di Rocchi anche per svelare alcune curiosità interessanti sugli episodi arbitrali di questa stagione. Attraverso alcuni video, Rocchi ha mostrato ai presenti gli audio tra direttori di gara e VAR in occasione di alcuni casi di revisione.
Si va dalla decisione di non assegnare il calcio di rigore per il fallo di mano di Danilo durante Hellas Verona-Juventus, fino al rigore assegnato all’Inter per un fallo di mano di un calciatore del Bologna nel match di San Siro. Tra gli episodi portati come esempio, anche la decisione di revocare un rigore assegnato alla Roma (sempre per fallo di mano) contro il Torino.
Con il VAR ci sono stati «1820 check, controlli ufficiali. 129 errori avremmo avuto senza VAR, mentre 12 li abbiamo avuti comunque, ci sono sempre delle persone dietro al VAR. Ma finissi con questi numeri non sarei triste, la gente vuole la perfezione ma non è così facile. Sono esseri umani. Immaginatevi solo i gol in fuorigioco, ieri solo in Inter-Sassuolo ce ne sarebbero stati due. Il VAR è uno strumento straordinario».