Prosegue il lavoro di razionalizzazione del business dei contenuti da parte di TIM. E così, dopo aver rivisto nel 2022 il contratto con DAZN, il cui corrispettivo è stato abbassato di quasi 100 milioni all’anno coinvolgendo Sky, secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza ora sarebbe stato rivisto anche l’accordo con Disney.
Le cifre e l’importo ovviamente sono diverse e non comparabili, ma il senso dell’operazione porta nella direzione tracciata dall’amministratore delegato Pietro Labriola. Secondo il CEO, TIM deve riuscire a essere una piattaforma in grado di veicolare più contenuti possibili, ma senza svenarsi per accordi in esclusiva che non generano i vantaggi sperati a fronte dei costi pagati.
Il caso eclatante, in questo senso, è stato quello di DAZN, che all’inizio comportava un esborso annuo intorno ai 340 milioni di euro per l’acquisto dei diritti tv della Serie A insieme alla piattaforma di streaming. TIM attualmente continua a proporre il calcio con un’offerta tramite TimVision, ma non vanta più accordi per l’app in esclusiva sul TIM Box.
La razionalizzazione dei contenuti – spiega il quotidiano – si inserisce nel più ampio contesto dell’andamento industriale di TIM, che al netto dell’operazione straordinaria sulla rete deve affrontare un mercato particolarmente complesso e sta per comunicare i conti relativi al primo trimestre 2023.