Bankroll, stake, money management: non sono parole del mondo finanziario, ma tutti termini che si inseriscono in una pratica che ogni scommettitore dovrebbe seguire: quella della gestione delle proprie risorse economiche.
Sì, perché quando si piazza una scommessa su un evento, si deve considerare che in qualche modo si sta investendo su un risultato che, anche con il più favorevole dei pronostici, potrebbe di fatto non verificarsi, a causa di una infinità di variabili che poi analizzeremo.
In questo senso il mondo del betting è fatto di regole e strategie che sì, assomigliano un po’ a quello della finanza.
In questa guida spiegheremo passo per passo tutti gli elementi che influiscono sulle giocate, da una prospettiva chiamata, appunto, money management, ovvero, tradotto, gestione del denaro e, traslato sulle puntate, gestione del conto di gioco.
Nello specifico l’attenzione sarà incentrata su:
- Strategie e metodi di money management
- Consigli per gestire il bankroll
- Errori da evitare
1. Il money management
Per “money management” si intende tutto un insieme di tattiche per affrontare l’attività delle scommesse in modo oculato, lungimirante, responsabile. Soprattutto per gli scommettitori inesperti, ma in realtà anche per quelli navigati, il money management è fondamentale. Anzi, soprattutto per chi scommette con assiduità, è necessario saper gestire le proprie risorse, optando per strategie di gestione del bankroll adatte al proprio schema di gioco.
Una cosa fondamentale da sapere è che, per quanto le tecniche possano essere matematicamente studiate, non esiste un metodo sicuro per vincere alle scommesse.
La gestione del bankroll permette dunque non tanto di assicurare le vincite, quanto quello di minimizzare i rischi improntando un tipo di gioco che tenga conto di depositi, prelievi, metodi di pagamento ma anche della natura degli eventi e delle loro variabili.
Partendo da queste premesse si può scommettere anche pianificando il gioco e le puntate, il denaro investito, il tipo di evento su cui conviene piazzare una giocata.
La premessa prima, però, è a monte: perché il “money management” sia davvero utile a chi scommette, è di fondamentale importanza la scelta di una piattaforma di betting ADM, con licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e, dunque, pienamente legale. La legalità si fonda infatti su una serie di controlli effettuati dall’Agenzia, tra cui rientrano la sicurezza, la regolarità delle scommesse, l’idoneità dell’offerta, la tutela delle transazioni, a prova di sistemi crittografici affidabili e avanzati.
Detto questo, vediamo quali sono i passaggi che garantiscono un buon approccio alla gestione del bankroll.
2. Il piano scommesse
Non si può pensare di scommettere su un campionato o su un evento come le Olimpiadi, senza programmare le giocate, in base alle vincite e alle perdite.
La tecnica più utile è quella di pensare a un budget prefissato, in base alle proprie disponibilità, da investire nelle scommesse: un vero e proprio piano, di cui tenere conto e traccia all’interno di un file Excel, ad esempio. Esistono anche degli appositi software e tool gestionali, anche in versione app: tuttavia un foglio di calcolo è un supporto abbastanza pratico e versatile, a costo zero.
Individuato il budget, è essenziale che questo venga rispettato, senza farsi prendere dal panico in caso di perdita: aumentare le puntate non vuol dire vincere, anche perché spesso lo si fa impulsivamente.
3. Studiare il match
Un consiglio utile? Studiare le partite e i pronostici, considerando che le variabili in gioco sono davvero numerose. La forma fisica di un giocatore, oppure la motivazione di una squadra, su cui pesano la trasferta o il gioco in casa, la situazione finanziaria del team, eccetera. Infortuni, cartellini rossi, terreno di gioco, condizioni meteo: il pronostico sicuro non esiste, altrimenti tutti vincerebbero.
Programmare le puntate e informarsi è l’approccio migliore, sempre rispettando il budget prefissato, senza aspettarsi vincite da capogiro. In questo modo le soluzioni sono due: reinvestire le vincite, oppure programmare nuove strategie più funzionali. Sempre con pazienza e sangue freddo.
4. Usare i bonus
Nella pianificazione di una tattica di gioco, è assai utile usare tutti gli strumenti che si hanno a disposizione. Dai siti di comparazione, che confrontano quote e operatori, ai bonus e alle promo che i bookmaker offrono ai propri utenti. Tra i migliori bonus, senza dubbio il bonus scommesse senza deposito è quello più conveniente, visto che si può iniziare a scommettere anche prima di aprire un conto, semplicemente registrandosi. Di solito i bonus senza deposito consistono in somme di qualche decina di euro, che aiutano a prendere familiarità con la piattaforma. Attenzione però ai termini e alle condizioni: dalle quote minime ai requisiti di puntata, passando per gli eventi inclusi e le modalità di prelievo.
Per chi scommette con frequenza, anche i bonus sul primo deposito e sulle ricariche si possono sfruttare con intelligenza, mentre alcuni operatori offrono il bonus cashback, per ottenere un rimborso in percentuale sul deposito oppure sulle puntate non vincenti.
A seconda del proprio approccio di gioco, c’è un bonus per tutte le esigenze: quando si sceglie un bookmaker, fare attenzione alle promozioni è sempre buona norma, ma anche depositare in base a quanto si intende scommettere, soprattutto facendo caso a quando scade la promo, per essere certi di versare sul conto il necessario, e non di più.
I metodi di pagamento, infine, influiscono fino a un certo punto sulla pianificazione delle scommesse e sulla gestione del bankroll: sempre meglio preferire quelli caratterizzati da velocità delle operazioni – tipo gli e-wallet come PayPal, oppure le carte prepagate e ricaricabili come Postepay, per essere certi di non puntare oltre il disponibile. Anche i costi di commissione hanno un loro piccolo peso, dunque meglio scegliere il metodo giusto: è un accorgimento in più.
5. Le strategie di money management
Come si è detto, esistono varie strategie di gestione del bankroll, ognuna di esse con proprie regole e criteri di funzionamento.
Eccoli nel dettaglio:
- Metodo d’Alembert: adatto ai principianti, è un sistema progressivo in cui si fissa una unità di puntata che si somma a quella successiva, se si perde, e si sottrae, se si vince.
- Unità fissa: il più semplice dei metodi, consiste nella scelta di una percentuale da puntare sempre, ovvero da investire in forma di giocata. La percentuale può essere ad esempio l’1 o il 2 per cento.
- Radice quadrata: questo metodo prevede sempre una percentuale iniziale del bankroll da rispettare, ma si reinvestirà la percentuale con aggiunta la radice quadrata dell’eventuale profitto.
- Criterio Kelly: consigliabile agli esperti, funziona con una formula: [(probabilità stimata* quota) – 1] / (quota-1) e include una variabile finora non considerata, ovvero il valore della singola quota
- Sistema di gestione Masaniello: è un metodo progressivo, incentrato sui criteri delle giocate complessive e delle puntate vincenti, con una quota media per ogni giocata. Se si azzeccano un minimo di giocate con vincita, il guadagno è certo.
- Metodo Martingala: è un sistema ad alto rischio, incentrato sul raddoppio della puntata in caso di scommessa perdente. In realtà questo metodo presuppone che si abbia a disposizione un budget davvero ampio, e dunque non è consigliabile a chi non è esperto o a chi ha prefissato un tetto massimo di spesa nelle scommesse piuttosto contenuto
- Metodo Roserpina: questo sistema è affine al metodo Masaniello, sopra citato, perché si fonda sulla logica del doppio evento. Dall’esito di una determinata scommessa, infatti, dipende la percentuale di investimento su quella successiva. Il “Roserpina”, tuttavia, può essere applicato a una serie infinita di scommesse, a differenza del similare Masaniello.
Tutti questi sistemi, per quanto fondati sulle intuizioni di importanti scienziati e matematici dei secoli scorsi, di cui talvolta prendono il nome, non vanno considerati come strategie di vincita, ma come criteri di gestione delle giocate che aiutano a contenere le perdite, o a massimizzare le vincite.
6. Il concetto di stake
Tra le parole che ci si trova di fronte quando si cerca una strategia di gestione del bankroll, c’è quella di “stake”, un concetto chiave. Questo termine fa riferimento alla fiducia che lo scommettitore ripone nella propria puntata, e può variare da un minimo di 1 a un massimo di 10. In base al pronostico, e alla probabilità che l’evento su cui si è scommesso si verifichi, viene definito l’investimento, sempre fissando un budget massimo giornaliero e ricordando il criterio del gioco responsabile.
Ma come si calcola lo stake, e su cosa si basa? Come si è detto, anche il migliore dei pronostici potrebbe disattendere le aspettative, e controllare le migliori quote non basta. Ogni evento sportivo è un fatto a sé, e molto dipende dal terreno di gioco, dalle squalifiche, dal numero di giocatori di una squadra, dal sostegno della tifoseria in un evento giocato in casa oppure in trasferta. L’attaccante di punta di una squadra, ad esempio, potrebbe aver subito un infortunio, e dunque si tratterebbe di una variabile capace di influenzare non di poco le prestazioni del team.
Informarsi su un evento specifico, dalla stampa specializzata o dalla tv, senza puntare a casaccio o in preda all’emozione del momento, è il modo migliore per scommettere. Di certo non si avrà la sicurezza matematica di vincere, ma quantomeno non si potrà dire di non avere considerato e valutato a fondo ogni variabile in gioco.
7. Gli errori da non fare
Chi scommette spesso lo fa con un certo trasporto, soprattutto se si giocano schedine da tifosi, con un certo interesse sulla possibilità che la propria squadra del cuore esca vincente da una competizione.
In gioco, però, oltre alla gloria del team, ci sono anche i conti reali di tutti gli scommettitori, i depositi, i prelievi, le vincite, le perdite. Il punto di partenza è quello di stabilire un budget adeguato alle proprie risorse, senza compromettere le attività quotidiane.
Dunque, non rispettare il budget prefissato è un errore. Anche quando si è in preda all’entusiasmo per una vincita, o, peggio ancora, quando si è delusi per una schedina perdente, si deve comunque mantenere la lucidità e la razionalità. In questo modo si eviterà di alleggerire troppo il portafoglio, oppure di ottenere qualche guadagno, sul lungo periodo, più che nell’immediato.
Non tenere traccia delle scommesse effettuate è un altro errore: soprattutto per chi gioca con costanza, si deve evitare di provare a tenere tutto a mente, anche perché è probabile che si dia più peso alle vincite che alle perdite. Non serve chissà quale strumentazione, basta un semplice foglio di calcolo tipo Excel per annotare la propria attività di gioco in divenire.
Questo approccio ha una ulteriore funzione: quella di capire se la strategia che si sta adottando in quel momento è quella giusta, oppure se è il caso di aggiustare il tiro, correggere il budget, impostare una nuova pianificazione.
Può sembrare un’attività poco entusiasmante, se si pensa che il betting ha anche una componente di divertimento e di “rischio”: una corretta gestione del bankroll, però, alla lunga darà le sue soddisfazioni.