Unicredit ha confermato al quotidiano Il Foglio che sta per subaffittare una delle tre torri di Piazza Gae Aulenti: 21 piani dove fino a poco fa lavorava un migliaio di persone della sede centrale della banca guidata da Andrea Orcel, che ha concentrato dipendenti e funzioni negli altri due grattacieli. In particolare, Unicredit si è accordata con il proprietario degli immobili (il gruppo Coima) per far subentrare un nuovo affittuario, il cui nome non è ancora stato svelato.
Se zona Garibaldi è in gran fermento, Citylife, altro importante centro direzionale milanese, è attenta a non far trapelare notizie di cambiamenti nonostante Generali (Torre Hadid), Allianz (Torre Isozaki) e Pwc (Torre Libeskind) facciano ampio uso dello smart working. Anche la non lontana Bnp Parisbas cerca un coinquilino che possa occupare parte della “Diamond Tower” di Porta Nuova sede milanese della banca. E il gruppo Axa fa sapere di stare valutando un ulteriore ripensamento degli spazi dopo aver riunito tutti gli uffici di Milano nella “Palaxa” di corso Como.
Il gruppo Cisco ha invece lasciato le Torri Bianche di Vimercate per affittare uno spazio molto più piccolo ma più scenografico e di rappresentanza adiacente al Museo della Scienza in Sant’Ambrogio. E’ il segnale che tra i grandi gruppi che hanno collocato la sede fuori Milano c’è chi ora medita di rientrare. Mutamenti che – specie dopo la pandemia – possono cambiare l’assetto urbanistico di Milano.
Dall’ultima indagine dell’Ipi, emerge, che sul mercato milanese la capacità di assorbimento di spazi locati a uso ufficio si è ridotta del 16% a gennaio-marzo 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022. Un dato che conferma il trend in calo che si era visto nell’ultimo trimestre 2022 quando gli investimenti “corporate” sono calati in città del 47% rispetto allo stesso periodo del 2021. Insomma, a Milano servono meno uffici e più case, che funzionino un po’ anche come luoghi di lavoro.