Bruno Pizzul è da sempre considerato da tutti il più autorevole telecronista che l’Italia, intesa sia come Nazione che Nazionale, abbia avuto, ispirando anche molti di quei professionisti che si sentono nelle varie emittenti.
Intervenuto quest’oggi nel programma radiofonico “Un giorno da pecora” Pizzul, nel giorno del suo 85° compleanno, però, non ha lesinato critiche ai suoi “eredi”: «I telecronisti di oggi, che sono tutti bravi, quando fanno telecronache dovrebbero parlare meno, c’è una ridondanza lessicale che potrebbe anche apparire eccessiva. Ogni tanto mi addormento anche durante le partite, alla mia età posso succedere. Poi in studio sono diventati quasi degli attori mentre parlano di calcio».
Il Mondiale che gli è rimasto di più nel cuore: «Italia ’90, un Mondiale che avremmo potuto e dovuto vincere. Italia-Argentina a Napoli? Si è arrivati a quel punto per un fatto che nessuno aveva pronosticato, cioè che l’Argentina non vincesse il suo girone da Campione del mondo in carica perdendo la prima partita a San Siro contro il Camerun».