Saranno i soci di Unicredit a dire l’ultima parola sui compensi dell’amministratore delegato Andrea Orcel. Gli azionisti potrebbero infatti bocciare l’aumento di stipendio del banchiere più pagato d’Italia, ma poco male per Orcel. Il valore del suo tesoretto personale in azioni della banca milanese – scrive L’Espresso – è già passato dai 5 milioni previsti al momento della nomina, nell’aprile del 2021, agli attuali 12,8 milioni circa.
La corsa dei titoli Unicredit, che hanno messo a segno un rialzo di oltre il 100% dai minimi dell’estate scorsa, ha trainato anche il compenso dell’amministratore delegato della banca, agganciato per contratto alla quotazione. Situazione, questa, che si è verificata anche con altri banchieri: Alberto Nagel, a capo di Mediobanca, e Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo.
Il copione è già andato in scena in casa Mediobanca, dove l’amministratore delegato Nagel ha ricevuto circa 125mila azioni e ne ha subito rivendute 59mila per coprire gli oneri fiscali della gratifica. Tenendo conto di quest’ultimo bonus, il banchiere milanese adesso possiede circa 3,1 milioni di titoli dell’istituto, che valgono 31 milioni di euro, circa 7 milioni in più rispetto all’autunno scorso.
Bonus in arrivo anche per Messina, a capo di Intesa. Nel 2022, il manager che guida la più importante banca italiana per valore di mercato ha ricevuto come compenso extra quasi un milione di titoli, da sommare ad altri 1,9 milioni accumulati negli anni precedenti. Ai prezzi correnti nei primi giorni di marzo, il valore di questo pacchetto (2,942 milioni) supera i 7,5 milioni di euro.
Va ricordato che tutti questi guadagni sono virtuali, destinati a restare sulla carta fino a quando le azioni non verranno vendute. Tra l’altro, in alcuni casi, per evitare speculazioni di breve termine, le regole societarie vietano di passare all’incasso prima che sia trascorso un certo intervallo di tempo, un anno o anche di più, dall’assegnazione del bonus.