Club calcio Borsa
Giuseppe Vegas (Insidefoto.com)

I Friedkin hanno già portato a termine il delisting della Roma, ma secondo l’ex presidente della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) Giuseppe Vegas, anche Lazio e Juventus dovrebbero seguire l’esempio dei giallorossi. «Calcio e Borsa sono inconciliabili» è il pensiero dell’ex numero uno della Consob dal 2010 al 2017, in un’intervista rilasciata a MF-Milano e Finanza.

La motivazione, sempre secondo Vegas, è semplice: «Alle società quotate si richiedono trasparenza e solidità patrimoniale che sono strutturalmente non alla portata dei club». Nonostante negli anni 2000 la quotazione in Borsa fu posto come grandissimo traguardo dai club di calcio: «All’epoca fu adottato un approccio, per così dire, illuminista. Vi fu una spinta forte per portare i club in borsa, assecondata da alcuni proprietari alla ricerca di risorse fresche. Si pensava di, oltre a portare risorse fresche e trasparenza nel mondo del calcio imbrigliando i club nelle forme e nelle procedure delle società per azioni e della quotazione in borsa. È successo l’opposto: tanta più trasparenza si richiede a chi non è strutturalmente in grado di fornirla, tanto più cresce il rischio di comportamenti non commendevoli, con la Consob che ovviamente li tratterà come tutte le altre società quotate in Borsa».

Secondo Vegas nasce tutto dalla volatilità delle quotazioni, iscritte a bilancio, dei giocatori, asset principale delle società di calcio: «Viene loro assegnata una valutazione a bilancio, ma questi numeri sono però molto fragili: basta un infortunio grave perché la valutazione scenda rapidamente verso lo zero. È come se un terremoto danneggiasse gravemente o facesse crollare un palazzo: la società immobiliare che lo ha in portafoglio azzererebbe la partecipazione e abbattere di conseguenza il capitale. Lo stesso dovrebbero fare i club, ma è impensabile. Per coprirsi dal rischio infortunio le società di calcio dovrebbero fare accantonamenti che richiederebbero enormi aumenti di capitale.
Un’eventualità da escludere anche per via della struttura azionaria dei club quotati, molto diversa dalle normali aziende di Borsa».

Ecco cosa distingue i club di calcio quotati in Borsa dalle altre società: «Nel capitale dei club si trovano essenzialmente due categorie di soci, con interessi talvolta divergenti: le proprietà e i tifosi. I tifosi investono e valutano le società non sulla base dei fondamentali economici ma per spirito di squadra, quindi secondo parametri emotivi. È un problema perché la capitalizzazione del club non cambia al variare del valore degli asset del club e dei suoi risultati economici, come accade nelle normali quotate. Chi si muove, e talvolta con logiche speculative, è invece l’azionista di maggioranza»..

TUTTA LA SERIE A TIM, LA UEFA EUROPA LEAGUE, LA SERIE BKT E MOLTO ALTRO SPORT. RIATTIVA DAZN, SCOPRI TUTTE LE OFFERTE

PrecedenteLa Juve prepara la difesa: punta sull’illegittimità della sentenza
SuccessivoSkriniar, l’Inter ha valutato il deferimento dell’agente