La National Football League (NFL), il campionato di football americano statunitense, è pronta ad entrare nel vivo: nel weekend infatti cominceranno ufficialmente i playoff, dopo la conclusione della stagione regolare. Ma più che l’aspetto prettamente sportivo, gli aspetti maggiormente interessanti legati alla NFL probabilmente riguardano la gestione economica dell’intera lega, che ne fanno il torneo meglio gestito nel panorama internazionale.
Tra i vantaggi di essere lo sport più popolare negli USA e gli svantaggi di avere relativo radicamento fuori dai confini del Paese, i numeri sottolineano la straordinaria capacità di creare un prodotto che riesca a generare i profitti maggiori in tutto lo sport mondiale: il tutto nonostante, ad esempio, ogni squadra disputi una decina di partite in casa ogni stagione e una ventina circa complessivamente, in un calendario ristretto (da agosto a gennaio) rispetto ai diretti competitor.
Eppure la NFL oggi è un colosso che genera oltre 13 miliardi di ricavi annui dai soli diritti tv e sponsor, che ha la società sportiva valutata di più al mondo (i Dallas Cowboys con una valutazione di 8 miliardi secondo Forbes) e nel 2022 ha generato l’operazione più ricca legata a un club, con la cessione dei Denver Broncos per 4,4 miliardi.
Un sistema che il calcio dovrebbe guardare da vicino: d’altronde, ci sono pochi dubbi su quale sia la best practice delle maggiori leghe al meglio e da lì il resto del mondo sportivo dovrebbe prendere spunto per fare passi avanti. Se su alcuni temi (come il salary cap o il concetto di lega chiusa) ci sono difficoltà oggettive per il calcio, per gli altri invece gli esempi non mancano, a partire dalla decisione consegnare ai club il maggior controllo possibile del movimento. Un po’ come fatto dalla Premier League, quando decise di staccarsi dal mondo federale inglese nel 1992 per iniziare a diventare la lega che oggi domina il mondo del pallone. D’altronde, guardando all’Italia, già oggi la Serie A è il traino del sistema calcistico e sportivo italiano, senza tuttavia ricevere poco o nulla in cambio.
Su questi temi si dipana il ragionamento alla base del Football Affairs di questa settimana, come sempre a cura del Direttore Luciano Mondellini.