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Jose Mourinho (Photo Antonietta Baldassarre / Insidefoto)

Dopo il Portogallo, José Mourinho viene accostato anche alla panchina del Brasile. “Lo dico direttamente. Forse Mourinho sarà il nuovo allenatore della Nazionale brasiliana. Si tratta di una notizia. Mi ha anche proposto di fargli da assistente”. A rivelarlo è Carlos Alberto durante un episodio del podcast Mundo GV e che insieme all’attuale tecnico della Roma ha vinto Champions League e campionato portoghese nel 2004. Dopo l’addio di Tite infatti, la Seleçao è ancora alla ricerca di un nuovo ct.

Nel caso in cui Mourinho accettasse davvero di diventare il commissario tecnico del Brasile, lasciando quindi i giallorossi (anche se, secondo indiscrezioni rilanciate da Sky Sport, il portoghese avrebbe declinato l’offerta), per il club capitolino si aprirebbe non solo una questione calcistica, ma anche una questione economica e fiscale. Mourinho ha infatti firmato un accordo con la Roma da 7 milioni di euro netti, che grazie alle agevolazioni e agli sgravi fiscali previsti dal Decreto Crescita per i cosiddetti impatriati rappresentano un costo lordo per la società giallorossa pari a circa 9,17 milioni di euro (rispetto ai circa 13 milioni senza agevolazioni fiscali).

Tra i vari obblighi per usufruire degli sgravi per i club c’è quello legato all’effettiva residenza dell’allenatore in Italia per almeno due anni fiscali. Mourinho ha firmato il suo contratto con la Roma nel maggio 2021: se avesse trasferito subito (o comunque prima del 30 giugno) la sua residenza nella capitale, sarebbe quindi considerato residente sia per il 2021 che per il 2022. Quanto basterebbe per la Roma per godere a pieno delle agevolazioni.

Se invece la residenza di Mourinho fosse stata trasferita dopo il 30 giugno 2021, dipenderebbe da quanto il portoghese rimarrebbe residente a Roma ancora nel corso del 2023: basterebbero almeno 183 giorni nella Capitale per fare in modo che l’anno appena iniziato rappresenti il secondo anno fiscale di residenza necessario per sfruttare le agevolazioni. Se così non fosse, sarebbe la Roma a pagarne le conseguenze: i giallorossi dovrebbero infatti andare a versare la differenza tra lo stipendio lordo considerato come costo in queste due stagioni e quanto effettivamente la società avrebbe dovuto pagare senza agevolazioni.

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