Exor, gli equilibri Elkann-Agnelli e l’ipotesi liquidazione

L’importanza degli Agnelli per la Juventus rende bene l’idea del perché il terremoto che ha colpito la Juventus vada oltre il fatto giudiziario. È una questione di famiglia, di equilibri…

Giovanni Agnelli Bv azionariato
John Elkann e Andrea Agnelli (Foto Daniele Buffa / Image / Insidefoto)

L’importanza degli Agnelli per la Juventus rende bene l’idea del perché il terremoto che ha colpito la Juventus vada oltre il fatto giudiziario. È una questione di famiglia, di equilibri interni, di immagine, di relazioni che dovranno essere sanate e ricomposte. Negli ambienti vicini alla famiglia – scrive Il Sole 24 Ore – si definisce il clima tra Andrea Agnelli e John Elkann disteso e collaborativo.

Eppure la storia della holding insegna che spesso e volentieri alle posizioni di forza nell’assetto proprietario hanno fatto da contraltare ruoli di responsabilità nell’impero della famiglia torinese che oggi fa capo a Exor. Come più volte raccontato da Calcio e Finanza, l’ultima appena un mese fa, l’impero industriale della famiglia imprenditoriale torinese ha la sua stanza dei bottoni nella Giovanni Agnelli BV, la società olandese della quale possono essere azionisti soltanto i discendenti, divisi appunto tra vari rami, del senatore Giovanni Agnelli, nonno dell’avvocato Gianni Agnelli e Umberto e che a fine Ottocento fu tra i fondatori della Fiat.

La Giovanni Agnelli BV infatti ha la maggioranza assoluta (52,01% ma con l’85,44% dei diritti di voto) di Exor. In questo schema John Elkann, nipote di Gianni Agnelli e massimo rappresentante del ramo che fa capo all’Avvocato, è il primo azionista della Giovanni Agnelli BV, tramite la società Dicembre (in cui gli altri soci sono i fratelli Lapo e Ginevra) e in questa veste è il primo azionista dell’intero impero industriale. Invece Andrea Agnelli, figlio di Umberto e massimo rappresentate del ramo che fa capo al fratello minore dell’Avvocato, era assieme alla sorella Anna (fino a poco tempo fa) il secondo azionista della Giovanni Agnelli BV.

Un organigramma retto da equilibri assai delicati, che – secondo Il Sole 24 Ore – fa sorgere più di un interrogativo: terminata in modo traumatico la lunga esperienza in casa Juve, quale sarà la casella che andrà ad occupare Andrea nell’impero Exor di cui è il terzo azionista? E cosa succederebbe se l’ormai ex presidente della Juve decidesse di uscire dalla società di famiglia per finanziare attività personali? Quanto varrebbe la sua quota nella holding olandese?

Oggi la Giovanni Agnelli BV, traslocata in Olanda quattro anni fa, vede un assetto così definito:

  • Dicembre (John Elkann e eredi Giovanni Agnelli) – 38%
  • Ramo Maria Sole Agnelli – 12,32%
  • Ramo Umberto Agnelli (Andrea Agnelli e Anna Agnelli) – 11,85%
  • Ramo Giovanni Nasi – 8,75%
  • Ramo Laura Nasi-Camerana – 6,26%
  • Ramo Susanna Agnelli – 5,11%
  • Ramo Cristiana Agnelli – 5,05%
  • Ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia – 3,53%
  • Ramo Emanuela Nasi – 2,58%
  • Ramo Clara Agnelli – 0,27%
  • Azioni proprie – 6,28%

A consolidarsi è stato il ramo di Maria Sole Agnelli, con il risultato che lo stesso è diventato il secondo azionista della holding, posizione un anno fa occupata dal ramo di Andrea Agnelli. Con gli ultimi acquisti il pacchetto del ramo di Maria Sole è cresciuto dall’11,63% dello scorso anno all’attuale 12,32%.

Tornando ad Andrea Agnelli, nel corso della sua presidenza alla Juve ha mantenuto altre due cariche di prestigio, tuttora stabili: è presente nel board di Exor ed è oggi l’unico esponente della dinastia che siede insieme a John Elkann nel board di Stellantis. Si capisce bene perché le dimissioni dalla presidenza della Juve potrebbero aprire in casa Exor il tema della ricollocazione di Andrea in una delle tante caselle che gestiscono le partecipate.

Altri, invece, guardano al terremoto calcistico come a uno spartiacque nelle relazioni societarie tra i due cugini. L’ipotesi è che lo strappo possa portare all’uscita del ramo di Andrea dalla storica società di famiglia, magari per permettere al figlio di Umberto di finanziare altre iniziative personali, come la holding di investimenti, Lamse.

Agnelli liquidazione Exor – Il valore dell’uscita di Andrea

Ma se così fosse, a quale prezzo potrebbe andarsene Andrea Agnelli? La determinazione del valore della Giovanni Agnelli BV è regolata dallo Statuto della società olandese. Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore la valutazione della Giovanni Agnelli BV “interna” e basata sull’ultimo dato ufficiale di novembre 2022 è pari a 7,8 miliardi. La quota del ramo degli eredi di Umberto Agnelli è detenuta nella società semplice A&A partecipata al 50% da Andrea e dalla sorella Anna. Complessivamente il valore, alla luce della stima interna della BV, risulta oggi pari a 924 milioni, mentre il pacchetto in mano alla Dicembre di John Elkann ne vale 2,9 miliardi.

Sulla carta la partecipazione del ramo dell’ex presidente della Juventus equivale a una partecipazione indiretta in Exor del 6,1%. Tuttavia, secondo gli accordi che regolano la società olandese, il socio che intende liquidare le azioni della BV non può avere titoli di Exor. Il sistema prevede che sia la stessa BV a riacquistare i titoli sotto forma di azioni proprie liquidando per cassa l’azionista.

Nell’ipotesi in cui il ramo di Andrea volesse essere liquidato per intero, anche per una società come quella a capo dell’impero Exor pagare qualcosa vicino a un miliardo di euro potrebbe rappresentare un impegno rilevante. Numeri alla mano, se la società olandese finanziasse la liquidazione di Andrea vendendo quel 6% di Exor che fa capo al ramo del cugino di Elkann, la partecipazione della dinastia in Exor scenderebbe 45,84%, ma esprimerebbe comunque diritti di voto per il 76%. Se un’uscita integrale e improvvisa appare però difficile, un disimpegno graduale (in un arco di tempo più ampio) potrebbe essere un’alternativa più plausibile.