Comune ristrutturazione San Siro
(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)

Sono arrivate le deleghe per il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi. C’è quella che riguarda i musei, ma c’è anche quella sulla sicurezza del patrimonio e sull’architettura contemporanea. Tra i temi, anche quello dello stadio San Siro, che secondo Sgarbi non può essere demolito.

«Ne ho parlato proprio oggi (ieri, ndr ) con il collega di Sala, il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Mi ha detto che avrebbe suggerito a Sala di fare la stessa cosa che si sta facendo per il Franchi: lasciarlo lì dov’ è, ma potenziarlo e ingrandirlo», ha esordito in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.

Per il Franchi il Ministero della Cultura prevede che non si possa «demolire, ma si può ristrutturare. Nardella, e questa sarà un’altra ferita per Sala, mi ha detto che a lui l’architettura di San Siro piace molto di più di quella del Franchi. Con il paradosso che sul Franchi c’è il vincolo per non farlo abbattere consentendo però il rinnovamento e il miglioramento, mentre su San Siro non c’è vincolo».

«Non ci vuole una delega operativa, è un principio mentale per cui non si capisce perché contrariamente a tre quarti di Milano, Sala vuole andare nella direzione opposta. Ricordo in quei giorni tante telefonate di milanesi più o meno illustri contrari all’abbattimento. Tutte persone del suo mondo, non del mio. Aggiungo che ho parlato anche con Antonella Ranaldi, già sovrintendente a Milano. Ha detto che alla fine ha prevalso il no al vincolo monumentale, ma che nel 2024 scatterà automaticamente perché sono passati 70 anni dall’ultimo intervento significativo sullo stadio che risale al 1954. Basta aspettare un anno e, anche se non facessi nulla, scatterebbe il vincolo», ha aggiunto Sgarbi.

Sulla possibilità di proseguire con il vincolo relazionale: «Assolutamente sì. Chiederò al nuovo sovrintendente di lavorare in questa direzione. A quel punto la procedura va avanti al di là della mia delega specifica che in ogni caso non è mai stata una delega a fare il sovrintendente ma è la delega naturale della politica che dà degli indirizzi».

Il vincolo relazionale, ha concluso Sgarbi, «riguarda il significato storico, simbolico, memorialistico di un’opera. Lo riassumo in questa formula: nel 1995/96 si realizza a Milano un monumento a Falcone e Borsellino. Appare visibilmente brutto, però non lo puoi abbattere perché il valore simbolico della memoria di Falcone e Borsellino è tale da non permetterti di distruggere una cosa anche non ben fatta».

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