Microsoft compra Netflix
Il logo di Netflix (Image credit: Depositphotos)

Netflix è pronta a bloccare uno dei fenomeni più diffusi nel mondo dello streaming a pagamento: la condivisione degli account. Azione che consente agli utenti di utilizzare le stesse credenziali su più dispositivi diversi e contemporaneamente, così da dividere le spese dell’abbonamento con parenti e amici. Una pratica molto diffusa, che – scrive Il Sole 24 Ore – riguarderebbe anche il 33% degli abbonati italiani.

L’azienda californiana imporrà le prime limitazioni al “password sharing” a partire dall’inizio del 2023, secondo il Wall Street Journal, partendo dal mercato USA. Poi la società estenderà la nuove policy a tutti gli altri mercati nel giro di qualche settimana. La condivisione degli account è un problema ormai noto per Netflix, che ha rimandato questo momento per anni, nel tentativo di capire come non perdere troppi utenti.

La speranza dell’azienda di Reed Hastings è che bloccando il fenomeno molto diffuso del password sharing il ritorno finanziario possa essere generoso. Gli analisti di Cowen stimano che lo sforzo potrebbe generare 721 milioni di nuove entrate il prossimo anno negli Stati Uniti e in Canada, dove ci sono circa 30 milioni di account condivisi. Guardando al settore del video streaming, sembra abbastanza scontato prevedere che questa scelta possa scatenare un effetto domino anche sugli altri player.

Non è ancora chiaro quale sarà la strategia di Netflix su questo fronte. Anche se, da alcuni test condotti dalla piattaforma negli Stati Uniti, la soluzione individuata potrebbe portare alla richiesta di un extra-costo per poter condividere il proprio account (su alcuni media americani si parla di 3 dollari al mese aggiuntivi).

Nel frattempo, per tamponare la probabile emorragia di utenti dovuta alla nuova stretta, da inizio novembre è attivo anche in Italia un abbonamento base al costo di 5,49 euro al mese. Un piano che però prevede inserzioni pubblicitarie durante la visione e che consente dunque a Netflix di proporre un prezzo inferiore al cliente, compensando con i ricavi pubblicitari.

La battaglia alla condivisione delle password ha riguardato, per esempio, anche il mondo del calcio in Italia. DAZN – piattaforma che detiene i diritti tv della Serie A – ha modificato le proprie offerte a inizio stagione proponendo un prezzo maggiorato per avere la possibilità di guardare i contenuti in diretta su due account connessi a reti diverse, pur specificando che la condivisione deve avvenire tra membri dello stesso nucleo familiare.

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