Lotito norma salva calcio
Claudio Lotito (Foto: andrea staccioli Insidefoto)

“Rateizzazione tasse? Gli strumenti da un punto di vista bilancistico ci sono, non sarebbe una cifra da erogare, ma un ipotetico mancato versamento che comunque accadrebbe se non si intervenisse. È un problema di volontà politica e di scelta, come se il calcio e lo sport fossero discriminati, figli di un dio minore. Cerchiamo di dire se queste condizioni possono essere risolutive, se non lo sono inutile metterle in campo. Se risolve il problema senza disparità, allora sarà affrontato. Se tra tre mesi sarà nella stessa situazione è inutile intervenire”. Lo ha detto il senatore e patron della Lazio Claudio Lotito, intervenendo in Commissione Bilancio (di cui è vicepresidente) al Senato. 

“Mi fa piacere che qualcuno si rende conto della situazione in cui versa lo sport italiano. Malagò nel suo intervento non ha parlato di società di capitale, perché qualcuno dimentica che lo sport è finanziato soprattutto dal calcio anche a livello dilettantistico, tutte le categorie attingono dal calcio. Creare problemi al calcio significa creare problemi a tutto il sistema. Al di là delle altre discipline che hanno portato l’Italia sul tetto del mondo, alla fine quello che è emerge è che noi non siamo entrati ai Mondiali, tutti ne parlano perché il calcio è veicolo più importante dal punto di vista mediatico ed è anche un grande ammortizzatore sociale, per dimenticare problematiche quotidiane si tuffano nel calcio”.

“Ho due domande (sul tema della rateizzazione delle tasse, ndr): se si facesse lo sforzo di rateizzare per 5 anni senza interessi e sanzioni, sarebbe risolutivo ai fini del problema? Non possiamo creare interventi palliativi o situazioni che non risolvano il problema. La seconda questione, non creerebbe disparità di trattamento? Non mi sembra siamo nella fattispecie, se qualcuno ha paura vengano falsati i campionati si tratta di un istituto previsto dalla legge, si chiede di pagare. Non si chiede contributo a fondo perduto”.

“L’altra cosa è che l’impegno deve essere concreto, pagando ad esempio tre rate all’inizio, poi si dovrà pagare anche la parte ordinaria. Se il termine scade il 22 dicembre quindi paghi tre rate subito, poi 16 gennaio paghi due rate di cui una ordinaria e una legata alla rateizzazione con l’impegno o la clausola che se non paghi una rata decadi dal beneficio. Consentirebbe di portare in sicurezza il sistema e non creare disparità di trattamento, risolverebbe il problema”, ha concluso.

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