Giornalisti Rai Qatar 2022
Il logo della Rai (Image credit: Depositphotos)

«Polemiche sui Mondiali in Qatar? Onestamente trovo sia ipocrita fare oggi questo discorso e lo dico riferendomi non solo a Fiorello ma in generale: questi Mondiali sono stati assegnati nel 2010 e nessuno polemizzò all’epoca. A mio avviso la Rai ha fatto un grande gesto di generosità nel garantire che un evento come questo fosse alla portata di tutti, gratuitamente. Tra l’altro mi chiedo: se l’Italia si fosse qualificata, avremmo comunque avuto queste polemiche?». Lo ha detto il direttore di Rai Sport Alessandra De Stefano, intervistata da Libero.

«Un anno da direttore? Credo di aver rinfrescato un po’ l’immagine dello sport. Abbiamo cambiato per esempio il soggetto grafico, qualche trasmissione e il modo di raccontare le varie discipline. Ho anche introdotto corsi di formazione, di dizione e di inglese. È difficile cambiare uno stile di lavoro ma ho cercato di fare delle scelte, sempre e solo in funzione del merito. Inoltre abbiamo valorizzato anche le altre discipline proponendo i Mondiali di Pallavolo in prima serata, poi il tennis…».

Sul tema Mondiali in Qatar, ha aggiunto intervistata dal Corriere dello Sport: «La Rai spenderà 180 milioni? Per la precisione 174 milioni. La spedizione è di diciotto colleghi, tra cui quattro donne. E in tutto mandiamo meno di ottanta persone. Quando produci una prima serata non è che bastino Antinelli, Adani, Rimedio e Di Gennaro. C’è dietro un lavoro enorme. Dobbiamo commentare 64 partite con quattro telecronisti».

«Io credo che la Rai abbia compiuto una scelta di generosità. Per esempio, le Olimpiadi vanno in perdita per qualsiasi televisione. Ma sono servizio pubblico. Senza abbonamento non si possono vedere Mbappé, Ronaldo, Messi, Neymar. Per un mese, invece, chiunque potrà vederli. Avevamo in mente un fantastico show con l’Italia protagonista. È andata diversamente. Non per questo era lecito tirarsi indietro».

«Perché l’utente dovrebbe guardare le partite anche senza Italia? Per il semplice fatto che in Qatar avremo il calcio migliore del mondo. Se è così, non t’interessa quale Paese te lo sta offrendo. Solo lì puoi vedere, che so, Argentina-Brasile 4-3 e quelle tattiche, quei movimenti, quel gioco bello. Chiaro, senza l’Italia siamo tutti più tristi. Avremo Roberto Mancini ospite a “Il circolo dei Mondiali” e ovviamente gli chiederemo: che cosa è successo tra la vittoria dell’Europeo a luglio e questo, da Londra a Palermo? Ma non in toni solenni o inquisitori».

«Diritti umani? Trovo sterili queste polemiche. Ipocrite, addirittura. Che senso ha lamentarsi qui e ora? Non si doveva assegnare il Mondiale al Qatar. Adesso il torneo c’è e non possiamo fingere il contrario. E la gente il calcio lo guarderà. Ne sono certa, visto che un’amichevole dell’Italia ha sfiorato il 22% di ascolti», ha concluso.

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