DAZN doppia visione TIM

La prossima sarà una settimana cruciale per TIM. Come spiega Repubblica, infatti, il CdA di Telecom il prossimo 9 novembre si riunirà non solo per approvare i conti dei primi nove mesi del 2022, ma anche per analizzare alcune situazioni relative in particolare ad alcuni contratti, analizzati dai vari comitati di controllo e anche il collegio sindacale.

Sul tavolo, in particolare, c’è sicuramente il contratto stipulato tra TIM e DAZN nell’autunno 2020, quando alla guida del gruppo c’era Luigi Gubitosi, e che ha per oggetto la trasmissione delle partite di Serie A. Un contratto poi rivisto negli scorsi mesi ma che, sottolinea Repubblica, avrebbe diversi aspetti anomali, tra le quali in particolare il coinvolgimento della società Mint di proprietà di Andrea Pezzi.

Nel contratto con Dazn, infatti, sarebbe previsto che tutta la pubblicità che TIM indirizza sul distributore delle partite di calcio debba venire veicolata tramite la piattaforma tecnologica di Mint, con una commissione che sarebbe pari a circa l’8%. Pezzi, prosegue il quotidiano, si sarebbe prodigato per far ottenere a Tim degli spazi gratuiti del valore di svariati milioni di euro, abbassando così i suoi margini di guadagno.

Non solo DAZN, perché i rapporti tra la società di Pezzi e la Tim sono stati anche oggetto di un audit specifico condotto sotto la gestione di Pietro Labriola e che è approdato al collegio sindacale, senza però che si siano ravvisate irregolarità in quanto si tratta di rapporti di consulenza.

Il CdA previsto per mercoledì avrà al centro anche le questioni di governance, considerando l’addio al consiglio da parte di Luca De Meo. Tra i nomi, Vivendi sponsorizza l’ingresso in CdA di Massimo Sarmi, mentre l’altro nome accreditato in queste ore è quello di Fabrizio Palenzona, oggi presidente di Prelios.

TUTTA LA SERIE A TIM È SOLO SU DAZN: 7 PARTITE IN ESCLUSIVA E 3 IN CO-ESCLUSIVA A GIORNATA. ATTIVA ORA

PrecedenteSala: «Sgarbi si sbaglia: San Siro non è vincolabile»
Successivo[FOOTBALL AFFAIRS] Champions: l’oligarchia diventa sempre più stretta