Perché investire in Serie B o C
Il pallone della Serie B (Photo Nicolò Campo / Insidefoto)

La Serie B vuole diventare il campionato della sostenibilità e il primo passo arriva con l’approvazione del nuovo impianto di licenze nazionali per l’ammissione ai campionati professionistici 2023/24 varato lunedì in Consiglio federale. L’obiettivo è quello della sostenibilità e del controllo dei costi, ma con un elemento di novità nel campionato cadetto.

Un meccanismo premiale che il Cfo del Parma, Valerio Casagrande, oggi nella veste di coordinatore della commissione licenze nazionali della B, definisce all’Ansa «una svolta storica». Occorre, però, fare prima un passo indietro perché nel contesto dell’approvazione delle licenze nazionali è stata varata una regola per il contenimento dei costi che prevede come ogni società debba rispettare una determinata soglia per gli stipendi dei tesserati.

Qualora si spendesse più di quanto previsto sarebbe richiesto il deposito di una fideiussione a garanzia. L’elemento di novità, voluto dalla Serie B, sta nell’elemento premiale a questa regola, ovvero nella possibilità di spendere più della soglia stabilità senza bisogno di una fideiussione a garanzia, a patto che i club dimostrino di avere un indicatore di liquidità (non quello del calciomercato che ha soglie più basse, ma quello relativo agli emolumenti) pari a uno, raggiungendo quindi un perfetto equilibrio tra debiti e crediti nel breve periodo.

«La visione illuminata della Serie B e del presidente Balata è quella di mettere insieme due elementi: da una parte la sostenibilità, ma dall’altra c’è la volontà di non penalizzare con delle soglie chi dimostra di aver i mezzi finanziari per poter spendere. È stato un processo, guidato in primis dal presidente Balata e d’intensa con i colleghi della commissione, con l’obiettivo di raggiungere la sostenibilità tramite il contenimento dei costi e con il tentativo di preservare il capitale e premiare l’immissione di liquidità nel sistema. Obiettivi rispetto ai quali c’è stata condivisione con la FIGC, grazie alla quale è stato possibile introdurre la menzionata dimensione premiale», ha aggiunto Casagrande.

E per soddisfare questa regola, estesa anche alla Lega Pro ma non alla Serie A, ci saranno poi due momenti di raccolta dati della norma durante l’anno (uno in vista della finestra estiva di calciomercato con riferimento al termine della stagione precedente e uno in vista della finestra invernale con rilevamento in autunno).

Dalle prime stime (si parla però solo di proiezioni) ci sarebbe già un nucleo di società che potrebbe rispettare questa regola, facendo scattare l’elemento incentivante che, secondo Casagrande, «nasce con l’intento di essere garantista verso situazioni che non permettono spese ulteriori, ma anche di riconoscimento del fatto che nel settore stanno entrando investitori con la possibilità di iniettare capitali nel sistema, ai quali non si vuol certo tarpare le ali».

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