Football Affairs JP Morgan e la Serie A

Nei giorni in cui la Juventus si appresta a festeggiare il 125° anno dalla propria fondazione, sul club bianconero sono tornate ad aleggiare le nubi dell’inchiesta della Procura di Torino tra plusvalenze e la cosiddetta “manovra stipendi”, ovverosia gli accordi tra società e giocatori sui compensi nel periodo Covid.

La Procura di Torino nei giorni scorsi ha infatti comunicato ufficialmente di aver chiuso le indagini sulle questioni plusvalenze e cosiddetta “manovra stipendi” dei bilanci tra il 2018 e il 2021 e ha indagato 16 dirigenti bianconeri, tra i quali il presidente Andrea Agnelli – per il quale erano stati addirittura chiesti gli arresti domiciliari (poi non concessi dal gip) – e il numero due Pavel Nedved.

Una situazione in evoluzione, in attesa dei prossimi passaggi a livello legale, che arriva in un momento in cui i bianconeri faticano anche in campo, dopo la prima eliminazione dal 2014 nei gironi di Champions League. Non che in campionato vada meglio, con i bianconeri ancora all’ottavo posto in classifica. Non solo, perché nei giorni scorsi il club bianconero ha anche reso noti i conti del bilancio al 30 giugno 2022, con una perdita monstre di 254 milioni di euro, a dimostrazione delle difficoltà anche lontano dal terreno di gioco.

Vicende che non possono riflettersi anche sugli equilibri interni alla famiglia Agnelli-Elkann, alla luce del fatto che la controllante Exor fa capo in ultima istanza John Elkann, cugino del presidente bianconero Andrea Agnelli.

Il tutto mentre in casa Inter continua a tenere banco la questione societaria. Dopo la presa di posizione netta del numero uno nerazzurro Steven Zhang (“il club non è in vendita”), ribadita sia durante che a margine dell’assemblea dei socile voci sui movimenti legati alla società interista rimangono, con due offerte di investitori USA sullo sfondo.

Su questi temi si dipana il ragionamento alla base del Football Affairs di questa settimana, come sempre a cura del Direttore Luciano Mondellini.

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