Liga sciopero Superlega
(Foto: Angel Martinez/Getty Images)

C’è fermento in Spagna per quanto riguarda il progetto di Ley del Deporte (Legge dello Sport), che potrebbe essere approvato nella giornata di oggi. Un disegno di legge al quale si oppongono 39 dei 42 club della Liga (prima e seconda divisione, con l’esclusione di Barcellona, Real Madrid e Athletic Bilbao), dopo che il Congresso ha ignorato le richieste portate avanti dai gruppi contrari alla riforma.

In particolare, tutti i club – ad eccezione dei tre sopra citati – hanno chiesto la modifica di alcuni articoli che offrono una “sponda” alla Superlega. In caso di via libera del testo come attualmente concepito, le società non solo minacciano lo sciopero, ma hanno anche la ferma volontà di paralizzare la competizione di fronte a quello che considerano un attacco a una politica di sviluppo e crescita.

Il vicepresidente della Liga, Quico Catalán, è chiaro sul fatto che se non si troverà un punto d’incontro, i club interromperanno la competizione. «Se attraverso il dialogo e la negoziazione non troveremo una soluzione a questa posizione che il Governo sta esprimendo oggi, ci saranno meccanismi di forza e unità da parte dei club. Non possiamo permettere che qualcuno voglia distruggere il nostro modello in questo modo», ha commentato il vicepresidente in un’intervista esclusiva a Superdeporte.

«Paura di ritorsioni? Nessuna. Affermiamo qualcosa che è giusto e coerente. Ciò che è necessario. Perché inserire nel testo tre fasi a favore di un progetto, a favore di una futura Superlega? Perché le leghe professionistiche non hanno gli stessi diritti delle federazioni? Ci sembra molto positivo che alle federazioni siano concessi alcuni diritti in quella legge. È giusto e necessario. Ma… Perché non i campionati?», si chiede ancora Catalàn.

«Perché dobbiamo fare i conti con questa legge che danneggia gravemente il modello di business stabilito dalla Liga? Qualcuno ci spieghi. Qualcuno ha avanzato un argomento convincente e forte? Non ho sentito nessuno. Non ho ancora sentito nessuno che abbia una solida argomentazione che dica che i 39 club contrari hanno torto», ha concluso il vicepresidente della Liga.

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