Perché il Valencia non può tesserare Castillejo
(Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Perché il Valencia non può tesserare Castillejo? E’ di questi giorni la notizia secondo la quale il Valencia non può ancora tesserare Samu Castillejo. Il calciatore si è trasferito in Spagna – dove ha ritrovato il suo ex allenatore Gennaro Gattuso – a titolo definitivo. Tuttavia, nonostante il buon esito dell’operazione, il club non può ancora completare il tesseramento del giocatore, pur avendolo regolarmente acquistato.

Il motivo è quello che ha già fatto tanto discutere a proposito del mercato – invernale, ma soprattutto estivo – portato avanti dal Barcellona: il Fair Play Finanziario della Liga spagnola (o limite salariale). Si tratta di un sistema di controllo dei costi che consente un limite di spesa massimo per la rosa, in funzione dei ricavi di ogni società. Come si evince dal regolamento della Liga, il “limite” comprende diverse voci:

  • Le retribuzioni salariali, fisse o variabili
  • Le retribuzioni per cessioni dei diritti d’immagine collettivi o individuali
  • Gli ammortamenti dei costi di acquisizione dei calciatori
  • Le quote della previdenza sociale
  • Indennizzi a carico dei club per la fine dei rapporti di lavoro
  • I costi per la retribuzione (o di altro tipo) di giocatori ceduti a titolo temporaneo ad altre società

Il limite è stabilito da un ente preposto della Liga e non è fisso, ma modulabile secondo le operazioni di mercato che vengono concluse. Questo significa che degli affari in uscita o dei tagli di stipendi – per fare un esempio – possono consentire alla società di creare spazio per l’ingresso di nuovi calciatori.

Perché il Valencia non può tesserare Castillejo – Le mosse del club

Il Valencia – ha spiegato AS –, che ha ecceduto questo tetto massimo, ha sostanzialmente tre modi per poter tesserare Castillejo o qualsiasi altro rinforzo che potrebbe essere acquistato prossimamente. Si va dall’iniezione di capitale nel club da parte dell’azionista (opzione che al momento non è percorribile), alla possibilità che la Liga allenti alcune norme a causa delle difficoltà vissute da diversi club, altra ipotesi che non è considerata.

Quindi il Valencia è in attesa della terza via, che consiste nel ridurre il costo della sua rosa liberandosi magari dei cosiddetti “esuberi”. Anche nuovi accordi commerciali possono contribuire ad aumentare lo spazio di manovra a disposizione, ma quella dei trasferimenti in uscita appare spesso la via più semplice da percorrere.

Perché il Valencia non può tesserare Castillejo – La regola del “1 a 4”

L’ultimo aggiornamento del LPCD (Límite de Coste de Plantilla Deportiva, questo il nome dell’insieme di norme) posizionava il Valencia a poco più di quota 57 milioni di euro. Ora il club si trova impossibilitato a registrare nuovi elementi della rosa, ma – nonostante questa situazione – va ricordato che anche chi eccede il limite imposto ha comunque modo di tesserare giocatori, grazie alla regola del “1 a 4”.

In parole povere, anche chi eccede il limite può destinare al tesseramento di nuovi giocatori il 25% delle nuove risorse generate tramite la conclusione di alcuni rapporti di lavoro o dal trasferimento di alcuni giocatori. Questa norma, in particolare, è stata studiata per alleviare le difficoltà delle società a seguito dei danni provocati dall’emergenza Coronavirus. Insomma, la situazione del Valencia – così come fu per il Barcellona con Ferran Torres in inverno, o con i casi più recenti attuali – è chiaramente temporanea e sarà risolta con il mercato in uscita.

GODITI L’ESTATE CON TIMVISION: DAZN CON TUTTA LA SERIE A TIM E INFINITY+ CON LA UEFA CHAMPIONS LEAGUE FINO AL 31/08 TE LI OFFRE TIM, POI 19,99€/MESE PER 12 MESI. ATTIVA ORA E INIZI A PAGARE DA SETTEMBRE!

PrecedenteRicorso accolto, l’arbitro Giacomelli sarà reintegrato
SuccessivoDAZN lancia la nuova campagna per la Serie A 22/23