Pérez: «Superlega viva: la UEFA è un monopolio»

Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, è intervenuto durante il programma El Chiringuito, rilasciando una lunga intervista riportata da Marca. Il numero uno dei Blancos ha parlato di vari temi:…

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(Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

Florentino Pérez, presidente del Real Madrid, è intervenuto durante il programma El Chiringuito, rilasciando una lunga intervista riportata da Marca. Il numero uno dei Blancos ha parlato di vari temi: dalla Superlega, al mancato arrivo in Spagna di Kylian Mbappé; dai rapporti con Tebas al mercato.

In merito al torneo lanciato oltre un anno fa: “La Superlega è ancora viva, certamente – ha detto Perez -. Presto ci sarà un’udienza al Tribunale del Lussemburgo, noi andiamo avanti per la nostra strada. Siamo convinti di avere il diritto di organizzare una competizione senza dipendere dalla Uefa, che è un monopolio. Real Madrid espulso dalla Champions? Non abbiamo mai avuto il timore che potesse succedere”.

Tema centrale nell’intervista è stato il mancato acquisto di Mbappé: “Mbappé aveva un sogno, voleva giocare nel Real Madrid, volevamo prenderlo lo scorso agosto, ma non hanno voluto cederlo. Nel corso dei mesi ha sempre ribadito la sua volontà, ma in 15 giorni è cambiato tutto. Da un lato per la pressione politica dall’altro per l’aspetto economico. La situazione è cambiata, gli hanno messo pressione, gli hanno offerto tante cose.

La nostra posizione è sempre stata chiara, non c’è nessuno sopra il Real Madrid. Mbappé è un grande giocatore, ma il calcio è uno sport collettivo, ci sono valori e principi che non possono cambiare. La mamma voleva che venisse al Real Madrid. Non è stato firmato un precontratto perché è contro le regole, non si può fare senza l’autorizzazione del club che cede. Il giocatore che doveva venire qui non è lo stesso di adesso, se è così preferisco che rimanga al Psg.

Come ho scoperto che aveva scelto il Psg? Mi ha mandato un messaggio. Aveva cambiato idea. Non è facile se il Presidente della Repubblica, il sindaco di Parigi ti chiamano per dirti di non andare via. E se dal Qatar ti offrono cose incredibili, se ti danno la possibilità di influenzare le scelte del club”.

Sul rinnovo di Mbappé si è espresso anche Tebas, con la Liga che ha denunciato alla UEFA l’operazione, insieme all’acquisto di Haaland da parte del Manchester City. Sul numero uno della Liga, Perez si è così espresso: “Certamente non tifa il Real Madrid, abbiamo una causa con lui perché la Liga ha chiuso un accordo con un fondo per vendere e commercializzare i diritti tv che per noi è illegale. Andremo fino in fondo”.

Poi su Haaland ed il mercato: “Abbiamo il migliore 9 al mondo, perché avrei dovuto prendere Haaland? Per metterlo in panchina? Sul mercato ora siamo fermi, ci sono luglio e agosto per vedere chi esce e per capire cosa fare. Ora abbiamo più interesse nel formare la nuova squadra con i giovani che abbiamo e qualche rinforzo. Asensio? Il direttore sportivo è José Angel. Joao Felix? Non c’è nessun patto di non aggressione con l’Atletico Madrid, parleremo con loro per vedere se vogliono cedere Joao Felix o se non c’è nulla da fare”.

I numeri del nuovo Bernabéu: “Lo stadio è nel posto migliore di Madrid. Giochiamo 26 o 27 partite all’anno e ci è venuto in mente che chiuderemo quel posto centrale e ne faremo il più grande centro di intrattenimento d’Europa. Sarà per noi un’importante fonte di reddito. Se fosse stato in periferia non sarebbe stato possibile. Abbiamo sfruttato la posizione. Abbiamo stretto un accordo con la società di gestione dello stadio”.

In chiusura Perez ha parlato anche del Barça: “Il Barcellona è uno dei grandi club del mondo, che ha un valore di 4 o 5 miliardi di euro. Può attraversare una situazione difficile ma ha dei meccanismi per andare avanti e per di più lo vogliamo tutti. Secondo me siamo le due migliori squadre del mondo e quando si gioca El Clasico, lo guardano 600 milioni di persone“.

Poi rivolgendosi direttamente al numero uno del Barça, Perez ha detto: “E’ passato poco più di un anno. Le cose non si aggiustano dall’oggi al domani. Sii paziente e vedrai che ci saranno grandi Clasicos”, è stato il messaggio da presidente a presidente. “Non parliamo tutti i giorni ma lo facciamo quando qualcosa ci preoccupa. Abbiamo un buon rapporto” ha concluso Perez.

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