Saras titolo Borsa
Massimo Moratti (Insidefoto)

Il costo della benzina ha superato i 2 euro come prezzo medio dell’ultima settimana, con un ulteriore crescita di 7 centesimi. Una corsa che prosegue da due anni, ma che – scrive La Repubblica – ha ripreso slancio con l’aggressione della Russia all’Ucraina. L’ultimo allarme riguarda i costi della raffinazione, che stanno esplodendo a livello globale.

E la Federazione dei gestori degli impianti di carburanti lancia l’allarme: il prezzo potrebbe sfondare il tetto dei 2,5 euro entro l’estate. I gestori definiscono la situazione «fuori controllo» e sottolineano come «in poco più di due mesi, oltre metà del corposo taglio delle accise su benzina e gasolio da parte del Governo sia stato bruciato» dagli aumenti.

Oltre alla benzina, è tornato a salire il prezzo del gas in Europa: ieri sui mercati ha guadagnato il 16% dopo l’annuncio del taglio delle forniture dalla Russia alla Germania. Non è dunque escluso che si ricorra ancora alla tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. Palazzo Chigi continua a ritenere che ci siano aziende beneficiate dalla situazione, con lauti guadagni a bilancio.

Non è sfuggita al governo anche un’analisi dell’Economist sulla crescita dei margini di chi trasforma il greggio in carburante da 5-10 dollari al barile fino agli attuali 60 in circa due anni. Più guadagni per gli operatori e più costi per l’automobilista, a causa della minore disponibilità di prodotti raffinati tra Cina, Russia e USA.

Così, gli operatori più attrezzati si stanno avvantaggiando: è il caso del gruppo Saras, leader in Italia, presieduto dall’ex patron dell’Inter Massimo Moratti. In Borsa la società ha più che raddoppiato il suo valore da febbraio, da 0,5 a 1,2 euro per azione, grazie all’andamento favorevole del business. Le aziende che sono state abili a muoversi hanno aumentato i guadagni. E Palazzo Chigi vorrebbe redistribuirne una parte.

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