Diritti tv DAZN 2026
(Photo Andrea Staccioli / Insidefoto)

La notizia di oggi per gli appassionati di calcio – e soprattutto gli interessati alla Serie A – è quella della nuova offerta di DAZN in vista della stagione 2022/23. La piattaforma di sport in streaming ha deciso di mantenere un prezzo base di 29,99 euro al mese a partire da agosto (con il prezzo promozionale per chi si era abbonato a sconto che resterà valido fino alla sua scadenza naturale).

La novità principale risiede nel fatto che con il piano standard non sarà possibile registrare più di due dispositivi e vedere i contenuti su due device diversi in contemporanea (a meno che questi siano agganciati alla stessa rete WiFi). In alternativa, si potranno registrare sei dispositivi e seguire i contenuti contemporaneamente su due device separati (anche con reti diverse) scegliendo il piano plus, al prezzo di 39,99 euro, dieci euro in più di quello base.

Svelato il nuovo listino, dietro il quale c’è una strategia precisa della piattaforma, bisogna capire ora come si evolverà il rapporto tra DAZN e TIM, destinato a cambiare. La compagnia telefonica non ha fatto mistero di essere delusa dalla partnership – per la quale si era impegnata a versare 340 milioni a stagione –, mentre DAZN dal suo punto di vista può ritenersi soddisfatta.

Le due parti – secondo quanto appreso da Calcio e Finanza da fonti vicine ai colloqui – si stanno parlando per fare sì che TIM possa trovare un corretto equilibrio. Una volta raggiunto questo obiettivo la piattaforma di sport in streaming potrà aprire a nuovi partner (sono stati fatti i nomi di Sky e Amazon, ma ad ora non ci sono conferme). Molto dipenderà dall’equilibrio con TIM, ma l’idea è quella di allargare il mercato a più tifosi possibili.

Quel che è certo comunque, è che sul fronte dei diritti televisivi l’accordo siglato da DAZN con la Lega manterrà lo schema attuale. Il prodotto resterà in esclusiva e non sarà condiviso come ad esempio accadde nei primi tre anni di DAZN in Italia, quando furono attivati specifici canali satellitari sul bouquet della pay-tv di Comcast.

Non è prevista inoltre ad ora la possibilità che si apra a formule di abbonamento con pacchetti con un numero inferiore di contenuti a prezzi più bassi. Si tratta di formule che DAZN ha provato a sperimentare in altri Paesi, dove il mercato è articolato in maniera differente, ma non sarà il caso dell’Italia.

L’obiettivo della piattaforma – come confermato anche dal CEO Stefano Azzi nel commento sul nuovo listino – è quello comunque di investire per diventare un player forte del mercato italiano. In questo senso, l’eventualità di creare in futuro bandi per cicli di maggiore durata (non solo triennale) come accade in altri Paesi sarebbe un fattore da non sottovalutare.

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