Michel Platini (Photo by FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

E’ cominciato oggi a a Bellinzona il processo a Sepp Blatter e Michel Platini e si concluderà il 22 giugno, mentre la sentenza è prevista per l’8 luglio. Gli ex presidenti di Fifa e Uefa sono accusati di frode e dovranno rispondere davanti al Tribunale Federale Penale dell’accusa di pagamento illecito di 2 milioni di franchi, versato nel 2011 dalla FIFA a Platini.

Il Pubblico Ministero della Confederazione Elvetica contesta all’ex numero uno della FIFA il reato di truffa, eventualmente di appropriazione indebita, e in subordine di amministrazione infedele e falsità in documenti.

Platini è accusato di truffa, eventuale concorso in appropriazione indebita, e in subordine di concorso in amministrazione infedele, in particolare sotto forma di complicità, nonché di falso in documenti.

Secondo quanto riporta ANSA, durante l’udienza, prima di entrare nel merito delle accuse mosse agli imputati, il team legale di Platini ha tentato di ampliare l’ambito del caso per avviare un’indagine separata sull’attuale presidente della Fifa Gianni Infantino. E’ stato ricordato che nel 2015, prima dell’avvio dell’indagine su questa presunta frode, Platini aveva manifestato l’intenzione di candidarsi alla presidenza della Fifa, ruolo al quale poi, nel 2016, è stato eletto Infantino.

Secondo l’avvocato dell’ex fuoriclasse della Juventus, Dominic Nellen, “c’è un collegamento diretto” tra i sospetti di frode contro Platini e diversi incontri segreti tra Infantino e l’ex procuratore generale svizzero.

Il pubblico ministero Thomas Hildbrand ha respinto qualsiasi presunto collegamento tra i due dossier, mentre l’avvocato della Fifa Catherine Hohl-Chirazi ha bollato le affermazioni di Nellen come una “teoria del complotto” avanzata “più e più volte” per eludere la sostanza delle accuse.

Difesa e accusa concordano su un punto: Platini è stato assunto come consigliere e consulente di Blatter tra il 1998 e il 2002, ed è stato firmato un contratto nel 1999 per un compenso annuo di 300.000 franchi svizzeri. L’ufficio del procuratore generale della Svizzera (OAG), che sostiene la pubblica accusa, afferma che questo importo è stato fatturato da Platini e pagato per intero dalla Fifa. Ma, sempre secondo l’accusa, più di otto anni dopo, Platini avrebbe presentato una fattura fittizia per denaro ancora dovuto per il suo periodo di consulente, per un importo di due milioni di franchi.

“Con il coinvolgimento di Blatter, la Fifa ha effettuato un pagamento a Platini per l’importo suddetto all’inizio del 2011 – ha sostenuto il pubblico ministero -. Le prove raccolte hanno confermato che questo pagamento a Platini è stato effettuato senza una base legale. E questo pagamento ha danneggiato i beni della Fifa e ha arricchito illegalmente Platini”, è la teoria dell’accusa federale.

Poi, sempre oggi, è stato spostato e rinviato a domani, per motivi di salute, il primo interrogatorio di Blatter. Infatti l’ex presidente della Fifa ha detto che “fatico a respirare, non me la sento di rispondere alle domande”.

Se condannati, Blatter e Platini rischiano una pena fino a 5 anni di carcere, ma potrebbero anche cavarsela con una multa decisamente salata.

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