Di Stefano sindaco stadio
Il progetto di Populous per il nuovo San Siro

Giorgio Furlani, Portfolio Manager del fondo Elliott e consigliere d’amministrazione del Milan, ha rilasciato una lunga intervista alla rivista statunitense Forbes. Il manager ha parlato del Milan, degli sforzi fatti dalla proprietà per riportare il club rossonero ad alti livelli e di quello che si può ancora fare anche grazie al progetto per la costruzione di un nuovo stadio a Milano.

«Siamo diventati proprietari del Milan quasi per caso. Abbiamo prestato dei soldi per un cambio di proprietà: i Berlusconi erano proprietari del club da 30 anni con risultati incredibili ma volevano andare avanti e così hanno venduto il club ad un imprenditore cinese. Noi eravamo i suoi finanziatori, lui ha avuto problemi finanziari e siamo dovuti intervenire per mandare avanti la società e salvarla dalla bancarotta», ha esordito.

Tra gli obiettivi di Elliott c’era quello di sviluppare il business del Milan, che «non si era trasformato come molti altri club di successo in una Media Company, per questo abbiamo dovuto cambiare i dirigenti e il personale sul lato corporate: abbiamo iniziato assumendo la persona che abbiamo ritenuto essere la più adatta per portare questo cambiamento, Ivan Gazidis».

«Abbiamo poi assunto altri dirigenti molto qualificati: chi veniva dal calcio, dalle vendite, dall’entertainment e altri settori. Avevamo bisogno di quella leadership per lavorare sul business e non solo sul campo. Il pezzo finale è il progetto stadio: Il Milan oggi gioca, assieme all’Inter, in uno stadio che non è attrezzato per portare il club nel futuro. Per questo abbiamo lavorato su un progetto per costruire un nuovo stadio che sarà tra i migliori impianti europei», ha proseguito Furlani.

E a proposito di stadio, Furlani bacchetta il Comune di Milano spiegando che «la burocrazia è un problema per molti ed è stato così anche per noi. Speravo che in una città in continuo progresso come Milano le cose fossero più semplici, ma sono abbastanza complicate. Siamo andati avanti con il progetto, francamente speravo che a questo punto saremmo stati più avanti. Spingiamo in questa direzione con la speranza di dare a Milano e ai tifosi uno stadio nuovo che sia la casa del club».

Furlani spiega come il brand e i risultati sul campo siano stati fondamentali per la crescita del Milan: «L’aumento delle revenue è una combinazione di queste due cose, non se ne può scegliere una sola. E’ un risultato che si ottiene grazie alle persone sul campo che vincono le partite ma anche delle persone che lavorano in ufficio in grado di gestire e vendere il brand».

In chiusura un auspicio per la società: «Abbiamo ereditato il Milan in uno stato prossimo alla bancarotta, siamo arrivati per salvare il club e iniettare capitale per assicurarci che pagasse i suoi obblighi e ora il club è in una fase di crescita portata a traiettoria per recuperare il ritardo rispetto agli altri in Europa. Potrei sostenere che sì, il percorso che abbiamo iniziato è stato difficile, ma è stato interessante e divertente, ma la prossima fase è anche con un potenziale maggiore».

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