Generazione S Sassuolo
(Foto: Paolo Bruno/Getty Images)

Si è tenuto nella giornata di ieri, presso il Mapei Stadium di Reggio Emilia, l’evento “Un anno di Generazione S – Per diventare Grandi ci vuole Passione”. L’incontro è stata l’occasione per celebrare un anno di vita del programma lanciato dal Sassuolo, che in 365 giorni ha portato al coinvolgimento di 80 società: 41 aderenti all’area educational/experience e 39 aderenti all’area academy. Ospiti della manifestazione anche la calciatrice Benedetta Orsi e il calciatore Giacomo Raspadori.

L’area educational si propone di offrire servizi educativi e formativi, senza alcun impegno economico e in modo continuativo, presso le strutture del Sassuolo, mentre quella experience propone esperienze uniche coordinate da professionisti del club emiliano. Al contrario, l’area academy consente di consolidare le relazioni e creare network con le società, offrendo formazione tecnica.

L’obiettivo del progetto – che prevede una prima fase regionale e nazionale e una seconda fase internazionale – è quello di svolgere una funzione educativa, etica, sociale, sportiva e ludica e la cui filosofia sposi appieno i valori del Sassuolo Calcio. Inoltre, il piano si propone di creare delle relazioni con altre società sportive sul territorio, offrendo esperienze uniche e formazione tecnica e professionale.

«E’ un progetto formativo, un progetto nel quale dobbiamo mettere a disposizione tutte le nostre persone e il nostro know-how a favore degli altri. C’è la massima disponibilità nell’organizzare tutta una serie di eventi per poter aiutare i ragazzi nel percorso di crescita come uomini e sotto l’aspetto sportivo», ha commentato l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali.

«L’affiliazione è quella in cui diamo dei contributi anche nel nostro centro sportivo, perché abbiamo la possibilità e la fortuna di avere a disposizione un centro sportivo molto importante. Abbiamo ospitato già la Nazionale maggiore e altri eventi importanti nel nostro stadio di proprietà. Oggi in Italia il problema degli stadi di proprietà è all’ordine del giorno. Noi in pochi anni siamo riusciti a sistemare uno stadio che ci ha permesso di ospitare grandi eventi. Questo fa capire la volontà di fare qualcosa di concreto», ha aggiunto Carnevali.

«Io sono innamoratissima di questo progetto, perché riguarda il coinvolgimento dei ragazzi e del territorio. Diventare professionisti è il sogno di tutti, ma il calcio deve essere anche inclusivo e sollecitare la passione e la fatica dei ragazzi. Questo è proprio ciò che il progetto Generazione S vuole portare avanti», ha commentato invece Veronica Squinzi, vice presidente del club.

«Per noi avere giovani che sono cresciuti nel club e hanno creduto in questo progetto è una grande soddisfazione, soprattutto se poi vanno in Nazionale e continuano a performare come stanno facendo. Diciamo che è stata una grande emozione questo campionato, ma dobbiamo sempre crederci di più, verso nuove sfide. Poi magari il grande sogno di Giorgio (padre di Veronica Squinzi, ndr) potrà avverarsi», ha concluso.

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