Granovskaia Chelsea
Marina Granovskaia e Thomas Tuchel (foto Chelseafc.com)

Roman Abramovich non è più il proprietario del Chelsea. Nella giornata di ieri è stato annunciato l’accordo per la cessione del club londinese a un consorzio guidato dall’uomo d’affari americano Todd BBoehly, che avrà il compito di mantenere i Blues ai vertici del calcio inglese anche con l’uscita di scena del magnate russo.

L’operazione si è chiusa sulla base di 4,25 miliardi di sterline complessivi (circa 5 miliardi di euro). Una cifra che tiene conto di una valutazione di 2,5 miliardi di sterline del club e di ulteriori 1,75 miliardi di sterline che i nuovi proprietari si sono impegnati a investire tra Stamford Bridge, squadra e altre infrastrutture per il Chelsea nei prossimi anni.

Boehly ieri era in tribuna allo stadio, dove ha assistito all’amaro pareggio del Chelsea con i Wolves, maturato all’ultimo minuto. Ci sono grandi questioni di mercato, sponsor da riconquistare e ovviamente il tema stadio, ma nel futuro dei Blues potrebbe rimanere un pezzo di gestione Abramovich.

Resta infatti ancora da chiarire il futuro di Marina Granovskaia, che ha iniziato a lavorare con il magnate russo alla Sibneft nel 1997: dirigente capace, negoziatrice abile, la russa si è guadagnata rispetto unanime e ha costruito una grande squadra. Accanto a lei c’erano anche il presidente Bruce Buck e Petr Cech.

Su di loro circolano varie ipotesi, tra l’addio scontato per fedeltà incrollabile al vecchio proprietario e possibilità di continuità per meriti manageriali. La scorsa settimana la stampa inglese ha scritto a più riprese che il gruppo di Boehly vorrebbe convincere proprio Marina Granovskaia a restare, anche se la risposta non è scontata.

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