Roma nuovi stadi
(Foto: ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Mentre la Serie A volge al termine, a Roma il tema stadi tiene banco più che mai. Dopo il flop di Tor di Valle, per il nuovo impianto della Roma in Comune si sta parlando soltanto della pista che porta a Pietralata, area compresa tra via dei Monti Tiburtini e via dei Durantini, che sarebbe ufficiosamente in pole position.

La zona è vicina alle fermate della metro B di Quintiliani e Tiburtina. Ma pure al terreno su cui Ferrovie dello Stato vuole realizzare il suo futuro quartier generale. Fs, insomma, pare destinata a sedersi allo stesso tavolo del Comune e dei giallorossi. Sempre che non ci siano ulteriori stravolgimenti.

La localizzazione degli impianti di Roma e Lazio è uno di quei dossier capace di togliere il sonno a qualsiasi sindaco, per questo le valutazioni sono ampie e riguardano anche alcune idee che – sulla carta – appaiono di più difficile realizzazione. Stando a quanto riportato da La Repubblica, già da prima delle Comunali, tra Camera e Senato circola l’idea di realizzare il quartiere degli stadi tra il Flaminio e il Foro Italico. Un’ipotesi che non dispiacerebbe nemmeno al sindaco Roberto Gualtieri.

Da una parte del Tevere, lo stadio Olimpico romanista. Dall’altra il Flaminio laziale. In mezzo il ponte della Musica, nessun nuovo intervento urbanistica, e un accordo con Cassa depositi e prestiti per sistemare l’area di Guido Reni e dintorni. Di mezzo ci sono ovviamente moltissimi ostacoli, dai vincoli storici e paesaggistici alla proprietà dell’Olimpico.

Ma le ipotesi Pd vanno oltre, tanto da immaginare una trattativa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per avviare il trasferimento dell’Olimpico da Sport e Salute al Comune. E a quel punto realizzare due società miste, pubblico-privato, con Roma e Lazio per arrivare alla concessione dei due impianti ai rispettivi club.

Prima – sottolinea il quotidiano – ci si occuperebbe del Flaminio, dove in attesa della rimozione della pista che gira attorno all’Olimpico, giocherebbero Roma e Lazio. Quindi la chiusura del cerchio, con l’atletica trasferita a Tor Vergata con il completamento delle Vele di Calatrava.

Per ora si tratta di ipotesi, anche se alcuni elementi concreti ci sono, a cominciare dalla bocciatura della conferenza dei servizi sul progetto presentato dalla Roma Nuoto per il Flaminio (riduzione della capienza a 20mila posti e una piattaforma commerciale sotto al campo da gioco). Lo stop riconsegna lo stadio al dipartimento Sport del Campidoglio, che resta in attesa di nuove proposte.

L’impressione, in ogni caso, è che il Comune voglia risolvere il prima possibile la pratica Flaminio. Lo stadio è uno dei simboli dell’abbandono di Roma e costa centinaia di migliaia di euro all’anno. Lotito aveva già visitato la struttura, e un nuovo interessamento da parte della Lazio potrebbe far scattare quell’effetto domino che non dispiacerebbe al centrosinistra romano.

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