Percassi quote minoranza Atalanta
(Foto: MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Il closing è andato in porto e l’Atalanta è diventata, almeno in parte, americana, con il passaggio nelle mani della cordata rappresentata da Stephen Pagliuca del 55% della società attraverso cui controllerà l’84,6% del club bergamasco. La famiglia Percassi, tramite la holding Odissea, manterrà quindi una quota di minoranza pari al 45%, ma il peso della ormai ex proprietà bergamasca sarà comunque rilevante in termini di decisioni del Consiglio di Amministrazione sulle operazioni di mercato e non solo.

Secondo i documenti ufficiali di cui Calcio e Finanza ha preso visione, infatti, lo statuto della holding attraverso cui la cordata rappresentata da Pagliuca e la famiglia Percassi  controllano l’84,6% dell’Atalanta contiene diverse indicazioni relativamente al rapporto tra le due parti. Nello statuto della holding sono ad esempio contenute diverse clausole:

  • la prima relativa al periodo di “Lock-Up”, che durerà fino a 4 anni dalla data del closing, che prevede che ciascun socio non possa trasferire la propria partecipazione nella società, a meno non ci sia il consenso scritto da parte degli altri soci e fatta eccezione per alcuni casi, come la cessione ad un “trasferitario consentito” (cioè la cordata che fa riferimento a Pagliuca o la famiglia Percassi);
  • il “Diritto di Prima Offerta”, secondo cui, scaduto il periodo di “Lock-Up”, sia la cordata di Pagliuca che la famiglia Percassi avranno la prelazione nel caso in cui l’altra parte decida di cedere quote;
  • il “Diritto di Tag-Along”, secondo cui, scaduto il periodo di “Lock-Up”, nel caso di offerta alla cordata di Pagliuca, anche la famiglia Percassi avrà diritto di vendere allo stesso prezzo e alle stesse condizioni dell’offerta;
  • il “Diritto di Drag-Along”, secondo cui, scaduto il periodo di “Lock-Up”, nel caso la cordata di Pagliuca voglia vendere le proprie quote, anche la famiglia Percassi dovrà vedere la propria partecipazione.

Più corposa, invece, la parte legata al Consiglio di Amministrazione della società e i potenziali diritti di veto da parte della famiglia Percassi. Nel dettaglio, il CdA dovrà essere formato da sette membri: quattro nominati da chi detiene la maggioranza (definiti “Amministratori A”) e tre da chi detiene la seconda maggiore partecipazione nella società (definiti “Amministratori B”), con Odissea che avrà comunque il diritto di designare almeno tre amministratori.

Per quanto riguarda le decisioni del CdA, serviranno il voto favorevole di due “Amministratori A” (in questo caso legati alla cordata di Pagliuca) e due “Amministratori B” (quindi legati alla famiglia Percassi) per deliberare sui seguenti temi, tra gli altri:

  • la sottoscrizione di contratti di sponsor dal valore oltre i 5 milioni di euro;
  • l’assunzione di qualsiasi indebitamento oltre i 20 milioni di euro;
  • modifica della denominazione sociale o del marchio;
  • la sottoscrizione, modifica o risoluzione di qualsiasi accordi con calciatori e/o allenatori con remunerazione netta complessiva superiore a 3 milioni di euro annui;
  • la sottoscrizione, modifica o risoluzione di qualsiasi accordo per l’acquisto o la cessione di calciatori per un valore superiore ai 30 milioni di euro.

TUTTA LA SERIE A TIM È SOLO SU DAZN: 7 PARTITE IN ESCLUSIVA E 3 IN CO-ESCLUSIVA A GIORNATA. 29,99 EURO/MESE. ATTIVA ORA. DISDICI QUANDO VUOI

PrecedenteDal Liverpool al Real, quanto vale vincere la Champions
SuccessivoInsider trading sugli NFT: scoppia il caso all’Ajax
Classe 1990, giornalista.

3 COMMENTI

Comments are closed.