I giocatori dell'Empoli (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

“È vero che i giocatori italiani costano di più? È la legge del mercato che fa i valori dei calciatori. Se mi chiede un giocatore l’Udinese ha un valore, se mi chiede un giocatore il Milan ne ha un altro. Quando si compra un giocatore all’estero, si paga in 3 o 4 anni senza mettere fideiussioni in Lega, che è una garanzia per tutti”. Lo ha detto il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi, intervenuto alla puntata numero 660 di “La politica nel pallone”, trasmissione radiofonica su Rai Gr Parlamento condotta da Emilio Mancuso. Il numero uno dell’Empoli è stato intervistato anche da Xavier Jacobelli, editorialista di Tuttosport, e dal direttore di Calcio e Finanza Luciano Mondellini.

“Se compro un giocatore in Croazia, se non riesco a pagare la seconda rata nasce una trattativa per cui ci si accorda con il club, quindi magari alla fine si allunga la scadenza. Tutto senza garanzie e non inficia i parametri per l’iscrizione ai campionato, perché questi debiti non sono riconosciuti – ha proseguito Corsi -. È qui il nocciolo della questione. Mettiamo che gli acquisti passino tutti dalla Lega e si debba gaarantire tutto con le fideiussioni, sennò non ti iscrivi o non acquisti il calciatore: allora così poi si vede un riequilibrio, ma sarebbe un’eresia. Vorrei che si pagasse all’estero come si paga in Italia, cioè che i crediti e i debiti sul calciomercato venissero gestiti dalla Lega. Così ci sarebbero meno stranieri e più spazio per i talenti che oggi sono nelle leghe inferiori”. 

“Pinamonti? Ieri Marotta ci ha fatto i complimenti, ci ha detto ‘grande Pinamonti’. Speriamo che venga studiato il meglio per lui, è quello che mi interessa di più. Le qualità le ha sempre avute, quest’anno ha trovato continuità ma ha ancora margine perché è un ragazzo di 22 anni. Per noi è fondamentale visto che acquistiamo dei prospetti da altre squadre e ci concentriamo su cosa si può migliorare. Ritengo che Andrea possa diventare un giocatore importante. I numeri ci impongono di fare un certo tipo di politica, non ci possiamo permettere giocatori di grandi club e siamo già proiettati ai costi dell’anno prossimo. Più della metà degli stranieri in Italia non hanno senso perché si tarpano le ali ai nostri talenti. Nella mente so di avere dei giovani che saranno il nostro futuro e spero di vederli debuttare quest’anno. Il mio sogno? Che si obbligasse ogni società a giocare con 5 giocatori italiani. Altrimenti non possiamo lamentarci che i risultati non arrivano con la nazionale”. 

“La vittoria con il Napoli? È una grande emozione, è una partita storica così come tante altre che abbiamo giocato negli ultimi 20 anni. Abbiamo regalato grandi cose ai nostri tifosi. Ci aspettavamo di uscire rafforzati dalla prestazione ieri, ma l’allenatore è stato così bravo a tal punto da convincerci che potevamo farcela. Una rimonta del genere ci è già successa, ma ancora non abbiamo acquisito la salvezza: manca poco. Ci siamo quasi, dipende anche dai risultati delle altre però non abbassiamo la guardia. Siamo la squadra della città più piccola del campionato, che fa giocare più italiani ed è la più giovane”, ha concluso Corsi.

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