De Laurentiis doppia proprietà
Il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis (foto: Youtube)

Luigi De Laurentiis, figlio del patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, torna a parlare del Bari. Lo fa in una lunga intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport, nella quale ha toccato diversi temi, dalle difficoltà di riportare i pugliesi in alto alla delicata questione della multiproprietà che riguarda sia la società neopromossa in Serie B, sia il club partenopeo.

Il rinnovato interesse nei confronti del Bari farà crescere ancora di più la passione dei tifosi, per questo De Laurentiis si è mosso per una serie di novità: «Per quanto riguarda lo stadio, per prima cosa abbiamo creato un’area hospitality che sia degna della Champions League. E in Serie B avremo un terreno di gioco di ultima generazione».

Per quanto riguarda la multiproprietà, c’è tempo fino al 2024 per risolvere la questione: «Abbiamo un ricorso in atto e aspettiamo un risultato. Anche perché ci hanno permesso di rilevare il titolo sportivo, iscriverci per quattro campionati di fila e improvvisamente sono cambiate le norme. Chiediamo di avere il tempo necessario per cedere il Bari. Le nuove regole rendono difficile cedere una società se c’è già una data vincolante».

Su cosa sia più facile tra vendere il Napoli o il Bari: «E’ difficile scegliere. C’è grande interesse per il calcio italiano che ha un appeal molto significativo per il mondo arabo, americano, dei fondi. Il rischio è di perdere un po’ l’identità, ma gli investimenti anche esteri portano avanti il brand che resta italiano. Vediamo».

E se il Bari fosse promosso subito in Serie A? «Dovremo essere bravi a trovare la soluzione nel rispetto delle regole. Sia chiaro: siamo ambiziosi, il Bari vuole lottare per la promozione: basta osservare il campionato di adesso, in cui in cima sono arrivate anche squadre che hanno investito poco. Vogliamo lottare per salire subito. Se poi ci riusciremo, ci porremo il problema della multiproprietà».

Infine, una battuta sul valore del club qualora raggiungesse la Serie A: «E’ da capire, non abbiamo fatto ancora dei calcoli. Intanto abbiamo un fantastico sponsor, Casillo, una realtà fantastica con un fatturato di un 1,6 miliardi di euro, una realtà internazionale incredibile».

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