perché la serie a non gioca a pasqua
Il pallone della Serie A 2021/22 (Foto: Giuseppe Fama, via Onefootball)

Perché la Serie A non gioca a Pasqua? Una domanda che diversi appassionati si fanno, anche perché il campionato italiano è l’unico tra i top tornei d’Europa a non scendere in campo oggi, visto che Liga, Bundesliga, Ligue 1 e Premier League vedranno diverse squadre protagoniste nella giornata di oggi mentre la FA Cup vedrà addirittura sfidarsi Chelsea e Crystal Palace per le semifinali a Wembley: in totale, negli altri campionati oggi sono in programma 17 partite (di cui 7 nella sola Ligue 1), mentre la Serie A ha spalmato la giornata tra venerdì, sabato e lunedì. E dire che tutte le squadre italiane scendevano in campo anche a Pasqua.

Sono infatti passati 44 anni dall’ultima volta in cui tutta la Serie A ha giocato nella domenica di Pasqua: era il 26 marzo 1978 ed è stata disputata la 24esima giornata di campionato (la nona di ritorno), con queste gare:

  • Atalanta-Inter 0-1
  • Fiorentina-Bologna 0-0
  • Foggia-Lazio 3-1
  • Genoa-Juventus 2-2
  • Milan-Pescara 2-0
  • Roma-L.R. Vicenza 1-1
  • Torino-Perugia 1-1
  • Verona-Napoli 0-1

Perché la Serie A non gioca a Pasqua? Le ultime eccezioni

Dalla stagione 1978/79, invece, non si è più scesi in campo la domenica di Pasqua, con due sole eccezioni con due posticipi: Perugia-Inter 2-3, domenica 11 aprile 2004 e Reggina-Udinese 0-2, domenica 12 aprile 2009. E in entrambi i casi non sono mancate le polemiche.

Perché la Serie A non gioca a Pasqua? Le polemiche

Perugia-Inter, ad esempio, giocata a Pasqua per gli impegni in Coppa Uefa dei nerazzurri, non venne trasmessa in diretta radio su «Umbria radio», emittente dell’arcidiocesi, con il vescovo di Perugia, monsignor Giuseppe Chiaretti, aveva criticato la decisione di disputare la gara a Pasqua. «Pur sapendo di rinunciare ad un elevato numero di ascoltatori abbiamo preso questa decisione con serenità», aveva spiegato la direzione di Umbria Radio. L’arcivescovo di Firenze, cardinale Ennio Antonelli, si era schierato accanto al sindacato di Polizia, che aveva criticato il fatto che «il Dio pallone ha il sopravvento su qualsiasi festa religiosa» e perché «per un appartenente alla Polizia di Stato di religione cattolica non è possibile santificare la Pasqua assieme alla propria famiglia».

Per Reggina-Udinese, si era esposto invece il portavoce dei vescovi italiani. «Giocare a Pasqua distrae la gente da quelli che sono i doveri del buon cristiano», aveva detto monsignor Giorgio Constantino. «Non è giusto che il giorno di Pasqua si giochi una partita mentre il mondo cristiano ricorda in modo particolare la resurrezione di Cristo», aveva spiegato don Giovanni Zampaglione, guida spirituale della Reggina.

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