San Siro impatto demolizione
(Foto: Getty Images)

Mantenere lo stadio Giuseppe Meazza per evitare impatti negativi sull’ambiente. E’ la tesi di Paolo Pileri, professore che insegna Pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano, il quale ha calcolato la quantità di emissioni di CO2 che si diffonderebbero in caso di demolizione dello stadio di San Siro e di ricostruzione di un nuovo impianto per Milan e Inter.

Il professore ha affidato i suoi calcoli a un articolo di Altreconomia, riportato da Il Corriere della Sera, ed è stato invitato a ripeterli davanti a quattro commissioni schierate di Palazzo Marino. In sostanza, la demolizione di San Siro comporterebbe la emissione di 210.500 tonnellate di CO2.

«La demolizione-ricostruzione del Meazza varrebbe il 5% delle emissioni dell’intera città, considerando solo le voci cemento e carpenteria metallica che riveste lo stadio. Sarebbe una quantità pari alle emissioni che, secondo il Piano Aria Clima, sono state ridotte in 15 anni con una sola opera pubblica». Per compensare la mole di emissioni prodotte, sempre secondo il professore, bisognerebbe trasformare a bosco 210 ettari di aree urbane.

La demolizione dell’impianto che ospita le partite casalinghe delle due squadre di Milano provoca reazioni a catena da parte del mondo ambientalista, ma se fino a oggi si è puntato il dito su polveri sottili e trasporti via terra, Pileri ha messo sotto osservazione le emissioni di anidride carbonica, per cui ogni atto di decostruzione e costruzione implica energia e quindi emissioni di CO2, e ogni materiale ha la sua impronta carbonica specifica.

I calcoli di Pileri partono dai 150 mila metri cubi di cemento utilizzati per realizzare San Siro con emissioni di circa 75 mila tonnellate di CO2, a cui si aggiungerebbe la stessa cifra per la costruzione della Cattedrale, 7.500 tonnellate per la demolizione e 9.500 per lo smaltimento.

In mancanza di un progetto definitivo, il professore si è limitato a discutere dell’idea di inserire un parco da 11 ettari: «È una proposta importante. Ipotizziamo di farne un bosco con mille alberi per ettaro anche se probabilmente non sarà così. Gli alberi andrebbero a compensare solo il 5% della quota del cemento armato».

Infine, Pileri allarga il discorso al progetto Forestami. «A febbraio le piante erano 248 mila. Ipotizzando che siano tutti alberi, il 74% delle piante già piantate servirebbero solo per compensare il cemento dello stadio. Oggi bisogna chiedersi se ha senso fare questo tipo di opere. Per me no, perché mette in crisi le azioni virtuose che Milano sta mettendo in campo. Un’unica opera mette in crisi il piano Aria Clima e si porta via tutto il progetto Forestami». 

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