Bocconi e Politecnico formano manager della sostenibilità

Una laurea magistrale per formare figure, sempre più richieste dalle aziende, che comprendano competenze di management e tecnologiche legate alla transizione sostenibile, cioè “top manager” della sostenibilità. È il Master…

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Una laurea magistrale per formare figure, sempre più richieste dalle aziende, che comprendano competenze di management e tecnologiche legate alla transizione sostenibile, cioè “top manager” della sostenibilità. È il Master of science in Trasformative Sustainability, il nuovo corso di laurea congiunto di Università Bocconi e Politecnico di Milano.

Il corso – presentato in conferenza stampa, tra gli altri, dai rettori di Bocconi e Politecnico, Gianmario Verona e Ferruccio Resta, con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani – sarà diretto da Francesco Perrini e Raffaella Cagliano, rispettivamente professore ordinario di economia e gestione delle imprese in Bocconi e professoressa ordinaria di people management and organization al Politecnico.

«La trasformazione sostenibile è oggi una sfida imprescindibile per le imprese», spiega Verona, mentre Resta ricorda come la tecnologia sia «il fattore abilitante delle grandi trasformazioni in atto, come nel caso della sostenibilità in tutte le sue accezioni». Questo è il secondo corso di laurea magistrale realizzato in partnership tra Bocconi e Politecnico.

Dopo il master of science in Cyber risk strategy and governance avviato nel 2019, l’MSc in Trasformative Sustainability è quindi un altro tassello alla collaborazione tra le due università, che si sviluppa anche dalla partnership tra l’acceleratore B4i – Bocconi for Innovation e l’acceleratore Polihub per lo sviluppo dell’ecosistema delle startup. Il nuovo corso di laurea vedrà la realizzazione di una didattica congiunta, ma secondo le proprie aree di competenza. L’avvio sarà nell’anno accademico 2022/23 e sarà destinato inizialmente a 50 studenti.

 

«Nel settore abbiamo riscontrato una chiara mancanza di profili disponibili, anche perché si tratta di profili precisi che oggi non esistono. Per la loro formazione si pongono aspetti fortemente transdisciplinari. Ma sappiamo con certezza che un’azienda se non è “sostenibile” avrà vita molto dura sul mercato: questa iniziativa arriva al momento giusto ed è altamente visionaria», conclude il ministro della Transizione ecologica.