“Ho avuto a lungo tanti soldi quanto il budget dell’Espanyol”. Lo ha dichiarato il difensore del Barcellona Gerard Piquè nel corso dell’intervista rilasciata per il canale Youtube di Jordi Wild.
“Preferisco giocare in casa dell’Espanyol che al Bernabeu – ha proseguito il giocatore blaugrana – . Entrare in campo ed essere ricoperto di fischi, quindi mettermi a ridere e far arrabbiare i tifosi dell’Espanyol è una cosa unica al mondo. Mi sento di dire che è persino meglio del sesso“.
Piquè ha trattato poi diversi temi soffermandosi anche sull’ex presidente del club catalano, Bartomeu, del quale ha detto: “Parliamo di una persona che non sa dire di no e non sa affrontare i problemi. Negli ultimi tempi, non vedevamo più al centro sportivo. Mi sono arrabbiato con lui, perchè mi ha mentito con la storia del Barçagate. Il club ha svolto alcune attività atte a criticare i giocatori e poi, a me e a Messi, ha detto che non ne sapevano niente. Dopo sono venuto a sapere che ne sapeva eccome. E io sono stato un imbecille a difenderlo”.
Su Guardiola: “L’ho incontrato ad Abu Dhabi e siamo andati a prendere un caffè. Ci siamo trovati benissimo. Ho sempre avuto un rapporto molto stretto con Pep. Ci sono momenti di alti e bassi. I primi tre anni sono stati un letto di rose e il l’ultimo è stato brutale. Sono sicuro anche per colpa mia. Non sai perché le cose iniziano ad andare storte, i rapporti diventano torbidi. È stato un anno molto complicato a livello personale. Gli sarò sempre grato. Abbiamo un ottimo rapporto”.
Infine il difensore ha parlato dei fischi ricevuti con la nazionale e del tema dell’indipendenza: “Per quanto riguarda i fischi ho sofferto per la squadra perché non se li meritava. Quanto a me, personalmente, direi che ho giocato meglio. Non mi ha dato fastidio, mi ha motivato. Indipendenza della Catalogna? Penso che sia compatibile essere indipendenti e giocare con la Spagna. Ci sono giocatori che si naturalizzano per giocare e non si sentono spagnoli. Cosa significa sentirsi da un nazionale? C’è una competizione? L’ho sempre visto come parte del mio lavoro. Cosa preferisce il tifoso, un giocatore che gioca fino alla morte e combatte in campo o uno che è quello chi ama di più il suo paese e poi ha una prestazione mediocre? Quando abbiamo vinto la Coppa del Mondo si chiedevano se ci sentivamo spagnoli o meno?”.