Tra chi rischia di avere il maggiore impatto negativo dalla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2022 in Qatar c’è senza dubbio la Rai. La tv pubblica infatti lo scorso aprile si è aggiudicata i diritti tv per trasmettere in esclusiva tutte e 64 le partite della prossima Coppa del Mondo, che per la prima volta si giocherà tra novembre e dicembre invece che in estate.
La cifra messa sul piatto si aggira tra i 170 e i 190 milioni di euro, cifra in forte rialzo per quanto riguarda i diritti tv sul territorio italiano rispetto alla precedente edizione: per trasmettere i Mondiali 2018 in Russia Mediaset aveva acquisito i diritti per circa 80 milioni di euro. In sostanza, quindi, la Rai ha speso più del doppio rispetto alla precedente edizione, pur con lo stesso filo conduttore: la mancata presenza dell’Italia. Con una differenza, tuttavia: Mediaset per il 2018 aveva acquistato i diritti tv dopo l’eliminazione degli azzurri, mentre stavolta la Rai li ha acquisiti con largo anticipo, probabilmente non immaginando che l’epilogo potesse essere questo.
Una beffa, quindi, che potrebbe portare anche a conseguenze dirette, anche considerando che la stima è di un rischio di perdere il 25% degli introiti pubblicitari vista l’ssenza degli Azzurri alla competizione. Si aprono quindi diversi scenari: restano sullo sfondo infatti le ipotesi di cessione della metà dei diritti una pay-tv, come Sky o ad Amazon, in modo tale da compensare in parte i mancati introiti pubblicitari.