La Cina respinge le sanzioni «illegali e unilaterali» alla Russia, dopo che l’Unione europea, gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada hanno deciso di bloccare alcune banche russe dal sistema di pagamenti internazionali Swift per l’invasione dell’Ucraina. Le sanzioni «non risolvono il problema» e la Cina «si oppone ancora di più a sanzioni unilaterali che non hanno fondamento nel diritto internazionale», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ribadendo la posizione di Pechino anche alla luce degli ultimi sviluppi dell’offensiva militare russa.
All’indomani dell’ordine del presidente russo, Vladimir Putin, di tenere in stato di allerta le forze di deterrenza nucleare, la Cina ha poi ribadito l’invito alla calma. «La priorità assoluta è ora che tutte le parti esercitino la necessaria moderazione per evitare che la situazione in Ucraina continui a deteriorarsi e si perda il controllo».
Pechino ha ribadito anche oggi il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi, compresa l’Ucraina, e la linea “morbida” verso Mosca, di cui dichiara di comprendere le preoccupazioni in materia di sicurezza, a fronte dell’allargamento verso est della Nato. La Cina incoraggia tutti gli sforzi diplomatici e il dialogo diretto tra Mosca e Kiev ed è pronta a lavorare per un concetto di sicurezza «comune, globale, cooperativo e sostenibile».
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Allo stesso tempo, la Cina non riconosce l’operazione militare russa come un’invasione: per Pechino è «un termine preconcetto», frutto dell’interpretazione dei fatti dei media occidentali, e venerdì scorso si è astenuta dal votare una risoluzione Onu di condanna della Russia. Sul piano finanziario, intanto, Pechino cerca di cautelarsi: secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, almeno due grandi banche cinesi – i colossi Icbc e Bank of China – stanno restringendo i finanziamenti per l’acquisto di materie prime dalla Russia per timore delle sanzioni occidentali, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina. Si tratterebbe di una misura temporanea, con l’obiettivo di evitare che gli Stati Uniti taglino ai due giganti bancari cinesi l’accesso al dollaro.
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