Cresce la pressione per la UEFA a causa dei suoi legami con la compagnia energetica statale russa Gazprom dopo la decisione di Vladimir Putin di mandare le truppe in Ucraina. La crisi ha costretto l’organo di governo del calcio europeo a considerare lo spostamento della finale di Champions League di questa stagione da San Pietroburgo, sollevando al contempo domande più profonde sulla partnership di lunga data di Gazprom con il calcio europeo.
Una questione sollevata nella giornata di ieri anche da Calcio e Finanza, e che ora trova spazio sulle pagine del Financial Times. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha detto ieri alla Camera dei Comuni che «non c’è alcuna possibilità di organizzare tornei di calcio in una Russia che invade i paesi sovrani». Allo stesso modo, Chris Bryant, parlamentare laburista che siede nel comitato ristretto per gli affari esteri della Camera dei Comuni, ha detto al Financial Times che la UEFA dovrebbe tagliare i legami con Gazprom.
«La UEFA sta monitorando costantemente e da vicino la situazione e qualsiasi decisione verrà presa a tempo debito, se necessario. La UEFA non ha altri commenti da fare al momento», ha ribadito l’organismo europeo, che alla domanda se fosse impegnata nella sua più ampia partnership con Gazprom, ha solo risposto che avrebbe «continuato a monitorare da vicino la situazione».
Gazprom ha rinnovato la sua sponsorizzazione per la Champions League a maggio dello scorso anno. Alexander Dyukov, amministratore delegato di Gazprom Neft, è membro del comitato esecutivo della UEFA e secondo i dati di SportBusiness Sponsorship, l’accordo per il triennio 2018-2021 ha un valore di circa 40 milioni di euro a stagione con la UEFA.
Non solo UEFA però. Anche in Germania lo Schalke 04 sta subendo pressioni per porre fine alla partnership con Gazprom, che dura da anni. Il club ha affermato che stava osservando «gli ultimi sviluppi nell’Europa orientale con grande preoccupazione», ma ha aggiunto che Gazprom Germania è stato un «partner affidabile» per 15 anni e che i funzionari erano «in costante dialogo con il nostro sponsor principale».
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