Borsa in calo per spettro Ucraina, Exor -4% e Stellantis -2% per la "penale"

Il rinnovato timore di un conflitto armato sul confine ucraino manda di nuovo in fibrillazione i listini europei che chiudono la prima seduta della settimana con perdite vicine al 2%…

Feralpi quotazione in Borsa

Il rinnovato timore di un conflitto armato sul confine ucraino manda di nuovo in fibrillazione i listini europei che chiudono la prima seduta della settimana con perdite vicine al 2% (si salva solo Londra). Dopo una buona partenza in scia all’annuncio del possibile summit Usa-Russia, infatti, gli indici sono rapidamente passati in ‘rosso’ a causa della presa di posizione del Cremlino, che ha definito ‘premature’ le indicazioni sul possibile incontro.

Tensioni che hanno relegato sullo sfondo, almeno per un giorno, i dubbi degli operatori sui tempi per la stretta monetaria da parte delle banche centrali e il calo degli indici Pmi manifatturieri nell’eurozona, con la Borsa di Mosca che è crollata del 13% a causa dei venti di guerra (e il conseguente rischio di sanzioni internazionali).

In questo clima, Piazza Affari a fine seduta ha perso l’1,7% con quasi tutti i titoli del Ftse Mib in territorio negativo (tra le rare eccezioni Nexi +1%). In fondo al listino finisce Exor (-4,5%) che risente dell’annuncio dell’accordo transattivo da 746 milioni con il fisco italiano per l’Exit Tax legata allo spostamento della sede in Olanda. Notizia che ha portato verso il basso anche Stellantis, di cui Exor è principale azionista, che ha perso il 2,32%, così come Ferrari (-1,7%):

Vendite anche su Cnh Industrial (-3,8%) alla vigilia del Capital markets day e sulle principali banche, con Banco Bpm giù dell’2%. Negativi gli energetici con Eni a -1,16% ed Enel a -2,16%. In flessione anche i finanziari: Unicredit -1,75%, Intesa Sanpaolo -1,76%, Generali -1%. Per quanto riguarda gli industriali, tra gli altri Leonardo a -2,82% e in calo anche Tim con un -2,78% a quota 0,3950 euro per azione. Sul mercato dei cambi, euro stabile a 1,1338 dollari da 1,1335 venerdì in chiusura e a 130,17 yen (da 130,49), mentre il rapporto dollaro/yen èa 114,82 (da 115,12). In rialzo, infine, i prezzi del petrolio: il future aprile sul Wti sale dell’1,3% a 91,4 dollari al barile, mentre l’analoga consegna sul Brent scambia a 95,2 dollari (+1,7 per cento).

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