Marotta sostenibilità calcio
Giuseppe Marotta (Foto Andrea Staccioli / Insidefoto)

L’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto nella serata di ieri in occasione del lancio della nuova edizione del Programma Executive “Management del Calcio, promosso dal Settore Tecnico della FIGC in collaborazione con SDA Bocconi. Il dirigente ha parlato della sua esperienza accanto a una proprietà straniera nel mondo del calcio.

Esperienza che si trova tutt’ora «nel vivo perché questo è il terzo anno che collaboro con loro, ma la cosa non ci trova impreparati. Il calcio del passato è molto romantico, legato più a un ambito familiare, che però nasceva dalla spontaneità d’animo di alcuni personaggi che hanno dato molto. Anche in una metropoli come Milano, due grandi realtà calcistiche come Inter e Milan oggi sono di proprietà di proprietà straniera».

«Questo – ha aggiunto Marotta nel suo intervento – proprio a dimostrazione come il nostro Paese ha risentito di questo cambiamento anche in ambito calcistico. Le proprietà straniere hanno portato un nuovo modello di business: se prima l’obiettivo era quello di vincere, mettendo in secondo piano il concetto di sostenibilità, adesso la situazione è esattamente inversa».

«Oggi – ha ribadito il dirigente nerazzurro – la situazione si è capovolta e bisogna anteporre il concetto di sostenibilità a discapito anche del risultato sportivo che forse non premia sempre il desiderio dei protagonisti o dei tifosi, ma questo è il modello vincente. Prima il “vecchio” presidente al termine della stagione andava dal dirigente e copriva le perdite con un assegno. Anche noi dirigenti eravamo contagiati nel voler primeggiare dimenticando che a fine stagione vanno pareggiati i conti, ma la sostenibilità dà lunga vita ai club».

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