La giornata di ieri è stata la svolta per le capienze negli stadi e negli eventi sportivi in generale. È stato anticipato il ritorno al 75% per gli eventi all’aperto e del 60% per gli eventi al chiuso, a partire dal primo marzo. L’obiettivo è quello di tornare ad occupare interamente gli impianti, senza nessun tipo di restrizione, entro un paio di settimane dal primo allargamento.
Infatti, il ministro della Salute Roberto Speranza non aveva mai parlato di «capienza massima degli impianti sportivi all’aperto e al chiuso» da raggiungere «seppure in un percorso graduale», seguendo così il percorso di riaperture che il governo sta pianificando per tutto il Paese. L’approvazione di questo primo allentamento delle restrizioni dell’anno, come riportato da La Gazzetta dello Sport, dovrebbe arrivare entro il 22 febbraio, così da arrivare alle semifinali di Coppa Italia con un maggior numero di tifosi.
Per quanto riguarda il 100%, ci sono due ipotesi: la prima è quella di tornare alla capienza massima nel weekend del 18-19 marzo, all’ultimo turno prima della sosta per i playoff mondiali; la seconda è che il 100% ritorni esattamente nella semifinale degli spareggi utili per conquistare la qualificazione ai Mondiali in Qatar. La Nazionale di Mancini sfiderà la Macedonia del Nord il 24 marzo al Renzo Barbera di Palermo.
In Italia, non si vedono gli stadi alla capienza massima dal 29 febbraio 2020, a pochi giorni dal lockdown che avrebbe tenuto bloccato il Paese per circa due mesi. Il fine settimana successivo si concluse la giornata, ma a porte chiuse. Poi il buio, la ripartenza, le porte chiuse, l’illusione dei mille spettatori travolta dalla seconda ondata, gli Europei al 25%. Poi il 50, il 75 e ancora il 50 di questi mesi, con le due giornate di autoriduzione di gennaio a 5mila spettatori.