Nuovo Dpcm e tennis: dove si può giocare e dove no
(Photo by Christof Koepsel/Getty Images)

Dubai nuova frontiera del tennis. Non tanto per quello giocato, ma come luogo scelto dai tennisti per spostare la propria residenza in un Paese che sta attirando sempre più vip per le sue vantaggiose condizioni fiscali.

L’ultimo della lista, come riportato dal Sole 24 Ore, è il greco Stefanos Tsitsipas, numero tre al mondo eliminato in semifinale agli Australian Open dal russo Daniil Medvedev. Tsitsipas sta infatti perfezionando le pratiche richieste per poter trasferire la propria residenza da un altro luogo vantaggioso fiscalmente come Montecarlo a Dubai. Negli Emirati Arabi Uniti, infatti, non esistono né tasse sul reddito personale in stile Irpef, né tantomeno tasse sulle proprietà come Imu e nemmeno tasse su guadagni finanziari e ritenuta d’acconto. Inoltre, anche l’Iva è a livello bassissimi, considerando che è stata introdotta soltanto dal 2018 (prima nemmeno esisteva) con una percentuale pari al 5%, decisamente inferiore rispetto al 20% della media europea.

E se queste condizioni fino ad alcuni anni fa erano sfruttabili solo dai residenti negli Emirati o da chi riusciva ad ottenere il difficile visto, ora Dubai ha abbassato la soglia per poter entrare nel Paese. Come sottolineato da uno studio di Pwc, ora si può ottenere un Investor Visa (visto d’affari), applicabile a chi apre società a Dubai e a personalità di spicco. Se per quanto riguarda le società il 51% del capitale delle società aperte negli Emirati deve essere detenuto da un cittadino locale (anche se in alcune zone franche gli stranieri possono comunque arrivare al 100%), l’ultima possibilità concessa è quella di aprire dei Family Office, strutture mutuate dalla Fca (Consob inglese) che è ideale per atleti e vip.

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