Verona sequestro presidente Setti
Maurizio Setti (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

“I ristori del cinema sono stati miliardi come ci ha raccontato De Laurentiis, mentre noi non abbiamo avuto nulla eppure siamo un’industria: il Verona, tra diretto e indiretto, dà da mangiare a 2.000 persone. Rendiamoci conto di cosa sia il calcio dietro le quinte della partita della domenica, lo scorso anno abbiamo speso un milione e mezzo soltanto per tamponi e test sierologici. La nostra è un’industria e va trattata come le altre, ci serve una mano”. Lo ha dichiarato Maurizio Setti, presidente dell’Hellas Verona, intervenuto a “La politica nel pallone” su Rai Gr Parlamento, trasmissione condotta da Emilio Mancuso.

“Il calcio dei ricchi scemi è finito – ha proseguito – La nostra è un’industria che deve sostenersi da sola, ma servono regole precise perché stiamo vivendo un momento di grave crisi economica: per la pandemia, per l’assenza del pubblico e delle infrastrutture, per la mancanza del sostegno dal betting. Così non è possibile andare avanti e purtroppo, se devo essere sincero, vedo ancora tanta gente nel Governo che pensa che possiamo arrangiarci da soli. Non percepisco la voglia di darci una mano a mettere a posto il sistema, anche con regole ferree. Così non è possibile andare avanti”.

“Non voglio entrare nel merito delle decisioni del Cts che ha competenze maggiori, ma spero che dopo la sosta per le nazionali si possa davvero tornare al 100% della capienza degli stadi per due motivi: perché il calcio è spettacolo per i tifosi e perché anche noi abbiamo bisogno di aiuto economico. Finora non ci è stato concesso nulla, se non dilazioni e questo è veramente un grandissimo problema. Con il limite dei 5.000 spettatori per due giornate la Lega Serie A ha fatto un gesto pubblico per far capire che siamo d’accordo sull’importante della salute – ha proseguito Setti – Ma io sono molto pragmatico e devo dire quello che penso come ho già fatto in Lega: noi usiamo protocolli particolari e siamo controllati in un modo impossibile, come nessun altro sport.

Siamo molto sicuri che i giocatori non possano avere grandi problemi. E altrettanto va detto per lo stadio, un luogo all’aperto dove entra solo chi ha determinate condizioni: ci dicono che il problema resta la curva, dove i tifosi si avvicinano, ma in Premier League da sei mesi gli stadi sono pieni senza mascherine”.