Zona Gol cambia nome
(Foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

Non solo il tema della responsabilità da stabilire anche tramite un test della velocità sulla rete. Sul tavolo dell’Agcom, nei confronti di DAZN, restano inoltre altri due temi oltre agli standrd di qualità nelle trasmissioni, legati cioè alla mancata trasparenza nella misurazione degli ascolti e nella gestione del call center.

In particolare, spiega Repubblica, l’accusa più grave alla piattaforma streaming rimane quella di aver gonfiato gli indizi di ascoltoattraverso una metodologia di rilevamento che portà con sé “il potenziale rischio di una notevole sovrastima del risultato di audience raggiunto”. E su questo punto, in particolare, DAZN rischia una sanzione da parte dell’Agcom.

Sul tema del call center, invece, la richiesta era quella di avere, per gli abbonati, la possibilità di avere un contatto diretto con un call center in carne e ossa, non solo tramite un risponditore automatico. Sono state così due le mosse fatte da DAZN: la prima quella di ricorrere al TAR, contestando l’ordine che l’Agcom le ha inviato e negando che la trasmissione delle partite di calcio rappresenti quasi un “servizio pubblico”, un servizio di interesse generale, come invece l’Agcom sostiene.

La seconda è stata invece investire nel call center, tramite l’assunzione di 150 persone, la creazione di una live chat e infine la possibilità di essere richiamati da un operatore. La palla ora passa all’Agcom, che nei prossimi giorni dovrebbe stabilire se queste modalità siano sufficienti o se servirà l’aggiunta di un numero di telefono che gli utenti possano contattare direttamente.

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