Stadi chiusi sanzioni
(Foto: Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

L’onda delle nuove restrizioni non ha colpito ulteriormente stadi e palazzetti – già fermi rispettivamente al 50% e al 35% della capienza – ma dal Governo è arrivato un avvertimento ben preciso: serve responsabilità da totale da parte di tutti, altrimenti arriveranno reazioni di conseguenza e gli impianti torneranno ad essere chiusi al pubblico.

Come riporta Il Corriere dello Sport, bisognerà fare in modo che i tifosi presenti alle partite rispettino le regole: mascherine FFP2 sempre indossate e occupazione dei posti con sistemazione “a scacchiera”, un posto sì e un posto no. Il premier Mario Draghi non vuole vedere pubblico a volto scoperto e assembramenti, ribadendo eventuali sanzioni immediate e pesanti.

L’Esecutivo considera l’ambiente calcistico come un cattivo esempio per il Paese a causa del mancato rispetto delle regole, per questo motivo non vuole fare sconti. Tornando invece alla giornata di ieri, è stata bocciata la proposta del ministro della Salute Roberto Speranza di fermare il campionato, considerando il numero di contagi nelle diverse squadre di Serie A.

Proposta non accolta, ma che sembrava – data la presa di posizione – potesse portare alle porte chiuse come “male minore”. Invece, da Palazzo Chigi hanno deciso di non decidere, facendo comunque intuire che il calcio resta sotto osservazione. Il mondo del pallone non si può permettere altri “stop” sugli stadi, servirà dunque il massimo rigore per proseguire verso il ritorno a una capienza del 100%.

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