Un momento di una sfida di football NCAA (Photo by Tyler Barrick/Getty Images)

Non solo il Super Bowl, anche la finale NCAA di football surclassa la finale di Champions League a livello di impatto economico sul territorio. Un tema che è sempre stato utilizzato dai detrattori dell’attuale gestione del più torneo calcistico continentale per club, secondo molti (soprattutto tra chi spingeva per la Superlega) incapace di generare ricavi pari agli altri grandi eventi a livello mondiale.

Il prossimo 10 gennaio, infatti, si terrà l’ultimo atto del campionato nazionale di football a livello di college, tra gli Alabama Crimson Tide e i Georgia Bulldogs: la città ospitante sarà Indianapolis, che è pronta a incassare. Secondo quanto riportato da Front Office Sports, citando l’Indy Host Committee, la sfida che si terrà al Lucas Oil Stadium potrebbe avere un impatto economico regionale di oltre 150 milioni di dollari (circa 135 milioni di euro): la città ha previsto che più di 100.000 fan potrebbero viaggiare per la partita e gli eventi associati, tanto che, entro 24 ore dalle sfide che hanno deciso le due finaliste, dozzine di hotel nel centro di Indianapolis hanno registrato il tutto esaurito. È il secondo grande evento NCAA che la città ospiterà negli ultimi 12 mesi: l’intero torneo di basket maschile della Division I si è svolto in un ambiente semi-bolla lo scorso marzo e all’inizio di aprile, con un impatto stimato in oltre 100 milioni di dollari.

Tornando al football NCAA, si parla di numeri che superano a livello di impatto economico la finale di Champions League, con il Super Bowl che tuttavia rimane in vetta: se infatti il Los Angeles Super Bowl Host Committee per l’ultimo Super Bowl ha stimato un impatto complessivo tra 234 milioni e 477 milioni di dollari (in euro, tra 200 e 410 milioni), l’ultima edizione della Champions League pre-Covid – nel 2019 – aveva portato alla città di Madrid circa 123 milioni di euro, di cui almeno 66 milioni investiti nella capitale in settori come il tempo libero, l’alloggio, la ristorazione e i souvenir, con un impatto da circa 135 milioni di euro invece per la finale NCAA.

Cifra che si era ridotta con le Final Eight di Lisbona, quando si era deciso di portare le sfide dai quarti di finale (in gara secca) in avanti in una sola città. In quel caso l’indotto era stato pari a circa 50,4 milioni di euro, anche se bisogna tenere inevitabilmente conto delle restrizioni di quel periodo legate alla pandemia. Una cifra simile, infine – 53 milioni di euro – era stata stimata per la città di Cardiff, che ospitò la finale del 2017 tra Juventus e Real Madrid. Segno che la massima competizione europea per club ha ancora ampi margini di miglioramento e che il prodotto potrebbe essere valorizzato maggiormente.

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