Plusvalenze, il docente Ruta: «Serve il modello americano»

Il tema delle plusvalenze sta facendo discutere nel mondo del calcio, anche alla luce della recente apertura delle indagini su Juventus e Inter.  In un’intervista rilasciata al sito internet Open,…

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Il tema delle plusvalenze sta facendo discutere nel mondo del calcio, anche alla luce della recente apertura delle indagini su Juventus e Inter.  In un’intervista rilasciata al sito internet Open, Dino Ruta, docente e direttore dello Sport Knowledge Center di Sda Bocconi, ha fatto chiarezza su come si potrebbe ovviare al problema e quale sistema si potrebbe adottare.

Per Ruta è «necessario eliminare il concetto di valutazione dei calciatori, perché non ci sarà mai alcun criterio che potrà rendere oggettiva una valutazione di questo tipo. Andrebbe trovato un sistema alternativo, un po’ come il modello americano, che non tiene conto dell’acquisto del cartellino tra società e si basa principalmente sui salari e sugli stipendi».

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«Uno dei problemi del calcio – ha aggiunto – è che ci sono troppe transazioni e troppa focalizzazione sulle plusvalenze, perché queste ultime sono necessarie per le iscrizioni ai campionati o alle competizioni europee. Quindi è inevitabile che ci sia troppa enfasi sulla questione delle plusvalenze, con il rischio di manipolare la valutazione del giocatore».

«Tuttavia, nel momento in cui si elimina tutto questo, si potrebbero liberare risorse economiche che potrebbero essere investite per migliorare il sistema, gli impianti, la qualità dei dirigenti, dei tecnici e dei centri di allenamento. I calciatori andrebbero invece trattati con un contratto da artisti su prestazione d’opera. In questo modo eviteremo anche che, quando un giocatore firma un contratto di tre anni e gioca dieci partite di fila, scatta la minaccia del rinnovo del contratto», ha spiegato ancora Ruta.

A proposito della FIFA, il docente sottolinea che «questa, con le principali confederazioni, dovrebbe cambiare i principi contabili per la contabilizzazione dei giocatori e dare molta più trasparenza ai salari e ai diritti di immagine».

E a proposito degli agenti, conclude che «cambiando il sistema, cambierebbe anche il ruolo degli intermediari. Nel momento in cui un club deve mettere sotto contratto dei giocatori, così come accade nel modello americano, il giocatore deve essere assistito da un agente che lo aiuti a spuntare il miglior contratto secondo una serie di parametri e di clausole. L’unico obiettivo delle società sarebbe dunque quello di avere dei giocatori, quindi avviene una negoziazione con il procuratore».