Supercoppa vendite sospese
Stadio San Siro Milano (Foto: Luzzani/Getty Images, via Onefootball)

«Per noi l’impianto è così importante che se non avessimo avuto questa possibilità saremo andati a fare lo stadio fuori Milano. Il nuovo stadio è una necessità vitale». Sono queste le parole rilasciate da Paolo Scaroni, presidente del Milan, al Corriere della Sera sul controverso e delicato tema del nuovo stadio milanese.

«San Siro è iconico perché ci sono Milan e Inter. L’essere iconico deriva dalla presenza di due grandi squadre e non perché sia bellissimo o unico al mondo. L’iconicità continuerà nel nuovo stadio» continua Scaroni, secondo il quale la ristrutturazione del vecchio impianto è fuori discussione dal momento che «non avrebbe garantito né la capienza necessaria e si scendeva sotto i 60 mila posti, né l’aumento dei ricavi grazie alle zone di accoglienza».

La vicenda ha visto polarizzarsi i due fronti, quello favorevole al nuovo impianto e all’abbattimento del vecchio e quello contrario, che tra le sue file può vantare figure del calibro di Massimo Moratti o lo stesso Berlusconi. «Capisco che ci sia un certo tasso di romanticismo. Quando poi in un colloquio a due si spiegano bene le ragioni vedo che il romanticismo tende a lasciare spazio a un po’ più di razionalità» dichiara Scaroni a riguardo.

Il presidente rossonero, promettendo che il vincitore del progetto sarà stabilito «prima di Natale», ha lanciato un messaggio ai diversi comitati che stanno emergendo: «Vogliamo dare a Milano il più bel stadio d’Europa e forse del mondo. Non capisco perché non dovrebbe essere accettato da tutti. Sono convinto che quando si vedrà il nuovo stadio anche i nostalgici e i romantici avranno modo di cambiare idea».

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