(copyright: Andrea Ninni/Image/Insidefoto)

Edison rinnova il proprio sostegno al teatro lirico milanese illuminando con la sua energia rinnovabile la serata del 7 dicembre che quest’anno presenta al pubblico una nuova produzione dell’opera Macbeth di Giuseppe Verdi diretta da Riccardo Chailly con la regia di Davide Livermore.

Dal 2020 Edison è diventata Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala, a dimostrazione di come la collaborazione storica tra due istituzioni ultracentenarie sia tuttora esempio virtuoso di eccellenza e un riferimento certo per il futuro.

Se dal 2010 a oggi, illuminando la Prima, Edison ha evitato l’emissione in atmosfera di oltre 630 tonnellate di anidride carbonica, da aprile 2021, Edison è fornitore unico di energia green del Teatro alla Scala evitando l’emissione nell’ambiente di 2.600 tonnellate di CO2 in un anno, la quantità assorbita da circa 180 piante.

«Sono soddisfatto e orgoglioso che Edison sia Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala e suo fornitore unico di energia elettrica green – dichiara Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison –. Dalla prima illuminazione con luce elettrica del Teatro nel dicembre 1883 ad oggi, la nostra collaborazione con il Teatro alla Scala prosegue e si arricchisce anno dopo anno. – aggiunge Monti – La nostra missione è costruire insieme un futuro di energia sostenibile».

«Siamo onorati di poterlo fare anche mettendo a disposizione della Fondazione Teatro alla Scala, istituzione icona di eccellenza italiana in tutto il mondo, le nostre competenze in un percorso di transizione ecologica virtuoso a beneficio di artisti, maestranze e pubblico».

La storia di Edison si lega sin dalle sue origini a quella che è una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo, il Teatro alla Scala, quando Giuseppe Colombo, il fondatore di Edison e rettore del Politecnico di Milano, intuisce che la dinamo dell’inventore Thomas Alva Edison è la chiave del futuro e decide dunque di avviarne la sperimentazione in Italia.

Nasce così la prima centrale termoelettrica dell’Europa Continentale, Santa Radegonda, dove viene generata l’energia elettrica che nella notte della Prima del 26 dicembre 1883 illumina per la prima volta le 2.450 lampadine, in sostituzione dei lumi a gas, che donarono alla Gioconda di Amilcare Ponchielli un effetto straordinario mai osservato prima.

Dal 2010, ogni anno, Edison ha fatto in modo che l’energia della Prima fosse rinnovabile e ne compensasse le emissioni di CO2. Nel 2018 è stato realizzato il progetto di illuminazione del Museo Teatrale alla Scala, con la direzione del light designer Marco Filibeck, e che ha segnato la ripresa della collaborazione tecnica tra il Teatro e Edison.

Nel 2020 Edison è diventato Fondatore Sostenitore del Teatro alla Scala, a dimostrazione di come la collaborazione storica tra due istituzioni ultracentenarie sia tuttora esempio virtuoso di eccellenza e un riferimento certo per il futuro.

Dall’aprile 2021 la Società è fornitrice unica della Fondazione del Teatro alla Scala per l’energia elettrica 100% green, evitando l’emissione nell’ambiente di 2.600 tonnellate di CO2 in un anno, cioè la quantità assorbita da circa 180 piante.

Sempre nel 2021, la collaborazione tra la Fondazione e Edison prosegue grazie al progetto “Scala Green”, che promuove il percorso di sostenibilità energetica e di decarbonizzazione della Fondazione e che quest’anno si traduce nello sviluppo di una diagnosi energetica utile a delineare le prossime iniziative di un progressivo piano di transizione energetica della Fondazione in tutte le sue sedi cittadine.

L’esperienza pluriennale di Edison nel campo dell’efficienza e lo spirito di innovazione nutrito dalle collaborazioni con i maggiori istituti universitari di Milano hanno reso fattibile la ricostruzione del modello energetico digitale del Teatro e dei Laboratori ex-Ansaldo e la riproduzione del loro comportamento nell’arco di un anno in relazione ai giorni di apertura degli uffici, al numero di rappresentazioni e al flusso di addetti, artisti, spettatori e visitatori.

In particolare, grazie ad un’accurata analisi degli impianti del Teatro e dei Laboratori ex-Ansaldo, dei loro profili di consumo e la modellizzazione energetica digitale degli stabili, sono stati individuati gli interventi necessari a ridurne l’impatto ambientale evitando di emettere in atmosfera 202 tonnellate di CO2 all’anno. Per questo progetto Edison ha censito 1.200 locali, raccolto dati di oltre 900 impianti e analizzato 6.000 lampadine.

La diagnosi energetica e l’efficientamento energetico dei Laboratori della Scala del 2019 che ha riguardato un’area di 20.000 metri quadrati e l’efficientamento dei globi che decorano la Sala “Piermarini” e del sistema di illuminazione interna dei palchi (interventi che hanno visto la sostituzione di oltre 600 lampade a incandescenza con altrettante lampade LED ad alta efficienza consentendo una riduzione dei consumi di energia elettrica superiore al 76% e di evitare l’emissione in atmosfera di 92 tonnellate di CO2 all’anno) sono solo i più recenti tra gli interventi che Edison ha realizzato per rendere il Teatro alla Scala all’avanguardia.

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