Suning default Evergrande
Zhang Jindong (Photo STR/AFP/Getty Images)

Evergrande ha pagato gli 83,5 milioni di dollari di coupon sul bond offshore in dollari scaduti il 23 settembre: la mossa, riferisce il Securities Times in base a quanto ha appreso, ha evitato il default di un soffio visto che i 30 giorni di tolleranza sarebbero scaduti domani.

L’operazione sarebbe stata effettuata attraverso un conto Citibank. Secondo il Securities Times, testata statale cinese, Evergrande ha rimesso i fondi da 83,5 milioni di dollari sul conto della banca fiduciaria Citibank il 21 ottobre in vista del pagamento a ciascun detentore dei bond offshore marzo 2022.

L’iniziativa di Evergrande, se completata, permetterà di risolvere solo un primo ostacolo, visto che la compagnia di Shenzhen tra settembre e ottobre non ha onorato altre quattro cedole a settembre e a ottobre, nel quadro generale di una crisi finanziaria e di liquidità esacerbata da un fardello di debiti accumulati nel tempo pari a 305 miliardi di dollari.

In particolare, il focus di Evergrande ora si sposta sul pagamento di altri 573 milioni di dollari in interessi per bond che scadono entro la fine dell’anno, mentre nel 2022 vanno a maturazione 7,7 miliardi di dollari di obbligazioni.

Per il momento Suning – il colosso cinese che controlla l’Inter – può dunque tirare un sospiro di sollievo. Nel 2017 Zhang, tramite una controllata di Suning Appliance, aveva anticipato ad Evergrande capitali per 20 miliardi di yuan (circa 2,6 miliardi di euro), sottoscrivendo azioni di classe A di Evergrande Real Estate (nota anche come Hengda Real Estate) destinate alla quotazione in borsa, con la promessa di forti dividendi.

Grazie al supporto di Suning e di altri gruppi privati cinesi, Evergrande aveva così raccolto complessivamente 130 miliardi di yuan (circa 16,65 miliardi di euro), grazie anche alla promessa che nel caso in cui la quotazione in borsa delle azioni di classe A di Evergrande Real Estate non si fosse concretizzata, gli investimenti sarebbero stati ripagati entro marzo 2021.

Tuttavia, nell’autunno dell’anno scorso, dopo l’ennesimo rinvio del progetto di quotazione, alcuni investitori – tra cui Zhang – hanno dato il loro assenso a non esercitare opzioni di riscatto delle quote versate, evitando la crisi di liquidità di Evergrande.

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